Sogna Vincenzo sogna! Ora Nibali è un mito

Il successo di Nibali alla Sanremo, dal sogno alla realtà di un campionissimo

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(121 articoli pubblicati)
Nibali verso la leggenda

"E ti diranno parole rosse come il sangue
Nere come la notte 
Ma non è vero, ragazzo
Che la ragione sta sempre col più forte 
Io conosco poeti 
Che spostano i fiumi con il pensiero 
E naviganti infiniti 
Che sanno parlare con il cielo

Chiudi gli occhi, ragazzo
E credi solo a quel che vedi dentro 
Stringi i pugni, ragazzo
Non lasciargliela vinta neanche un momento 

Copri l'amore, ragazzo
Ma non nasconderlo sotto il mantello 
A volte passa qualcuno 
A volte c'è qualcuno che deve vederlo

Sogna, ragazzo sogna 
Quando sale il vento 
Nelle vie del cuore 
Quando un uomo vive 
Per le sue parole 
O non vive più

Sogna, ragazzo sogna
Non lasciarlo solo contro questo mondo 
Non lasciarlo andare sogna fino in fondo 
Fallo pure tu
"

Con le parole di Vecchioni riviviamo il sogno di Vincenzo Nibali, da sabato entrato nella leggenda come trionfatore della Milano-Sanremo, la Classicissima di Primavera.

Mancavano 5,3 km al traguardo e chi aveva osservato Vincenzino aveva avuto un dolcissimo deja vu col Pirata. Alleggerimento di tutto, ma senza bandana ciò che doveva essere tolto erano mantellina e manicotti.
Vincenzo ringhiava, non voleva lasciar nulla al caso, si faceva strada spostando con la mano chi si intrometteva tra sé e la storia.

La Cipressa non aveva fatto la sperata selezione. Solo Kittel tra i velocisti si attardava mentre Sagan continuava a osservare il panorama forte di una condizione superba.

Bastava marcare Kwiatkowski e poi il buon Peter avrebbe esploso tutta la fragranza della sua forza.
Serviva un pazzo, o un fenomeno.

Sogna Vincenzo sogna.

Resta il Poggio, teatro dell’ultima fatica che annovera ben 291 chilometri di leggenda. A 5,3 dalla fine si muove Neilandts e subito dietro spunta una maglia del Team Bahrain.

E’ come sentire la musica del Pirata dei Caraibi.

Vincenzo parte, vento contro, ringhia contro tutto e tutti, soffre, mani alte sul manubrio e via verso la storia.

In quel momento ogni italiano salta sulla sedia come i bei tempi di scattava in salita. Sagan e Kwiatkowski si studiano, è troppo presto per inseguire e Nibali non può farcela.

Sogna Vincenzo sogna, undici, dieci, nove secondi di vantaggio, ti spinge tutta Sanremo, ti spinge tutta l’Italia che urla ammaliata.

Gli ultimi due chilometri con vento in faccia sono una guerra in cui solo chi ha talento può vincere e Vincenzo talento ne ha da vendere, come quando nel Giro 2016 la cronoscalata dell’Alpe di Siusi e poi ad Andalo lo fanno precipitare a 4’43”da Kruijswijk prima della gloriosa rimonta sulle Alpi firmata anche dall’aiuto dell’indimenticabile Michele Scarponi verso il bis rosa.

Già, Scarponi da lassù avrà gioito.

Sogna Vincenzo sogna, manca poco, telecamere fisse, il gruppo arriva velocissimo ma non può più nulla tra te e la storia.

Sogna Vincenzo, che hai fatto?

Hai vinto e sei entrato nella leggenda, il sesto ciclista dopo Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault e Contador ad aver vinto i tre grandi giri ora mette nel palmares anche la Classicissima.

Non è un sogno Vincenzo, sei semplicemente leggenda. 

Fonte: l'autore Francesco Fiori

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