Pallanuoto, trionfo in Romania per Risso:

Il portiere ligure vince lo Scudetto con il Rapid Bucarest, dove è approdata questa estate dopo aver già sfiorato l'estero

di Davide Maddaluno
Davide Maddaluno
(22 articoli pubblicati)

La scommessa alla fine si è rivelata vincente, ripagandola della coraggiosa scelta fatta la scorsa estate. Matilde Risso, giovane estremo difensore recchelina, trionfa al primo anno di esperienza al di fuori dei patrii confini e conquista con tre gare d'anticipo il titolo di Romania con la calottina del Rapid Bucarest. Un successo meritato e costruito sapientemente concentramento dopo concentramento e che avvalora il made in Italy all'estero, in un'annata che passerà purtroppo alla storia per la mancata partecipazione del Setterosa alle Olimpiadi. Un sorriso a 32 denti per l'atleta cresciuta alla "Giuva Baldini" di Camogli e con importanti esperienze alle spalle tra Rapallo, Imperia, Flegreo ed il Setterosa baby nonostante la giovane età. Il successo conquistato la scorsa settimana ai danni della Steaua (14-10) vale il terzo Scudetto consecutivo per lo storico sodalizio della capitale che è stato poi premiato dai vertici federali al termine dell'ultimo incontro. Primato mai in discussione per il Sette che ha trovato in Matilde un riferimento prezioso dentro e fuori dalla vasca. 

"Dietro questo scudetto c’è tanto altro, sacrifici, dubbi tanti momenti no, ma anche la voglia di arrivare a giocarsi partite come quelle di questi giorni per dimostrare quanto io ci tenga - ha confidato a mente fredda Matilde - Questo scudetto però è anche dei miei genitori che in 8 mesi di lontananza mi hanno fatto sentire la loro vicinanza come se fossimo sempre insieme. Delle mie amiche storiche che nei miei momenti bui mi hanno ascoltato come solo chi realmente ti conosce sa fare. Delle mie compagne, ognuna diversa, speciale con pregi e difetti ma tutte fenomenali. Del Rapid in cui ho trovato una seconda famiglia e di chi mi ha seguito passo passo qui aiutandomi e credendo in me. Dei miei ragazzi e ragazze che mi hanno accompagnato anche loro in questo percorso (in riferimento alle squadre giovanili di cui è allenatrice, ndr). E infine è anche un po’ di tutte le persone che mi hanno scritto in questi giorni rivolgendomi un pensiero. Grazie a tutti voi! E alla fine però, e penso che in 25 anni non sia mai successo, il più grande grazie lo voglio dire a me stessa, per non aver mai mollato quando tutto era contro di me e per non aver mai smesso di avere dentro quella scintilla che mi fa fare tutto quello che faccio... perché alla fine basta aspettare che tutto arriva e se è così, è pure una gran figata...".

Fonte: l'autore Davide Maddaluno

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