Pallanuoto, Nardini carica la Sis Roma: “Abbiamo fame di successi”

Intervista all'attaccante capitolino che fa il punto a 360° su passato, presente e futuro individuale e collettivo

di Davide Maddaluno
Davide Maddaluno
(19 articoli pubblicati)
Cecilia Nardini

 Breve sosta natalizia per il massimo campionato femminile di Pallanuoto. Nel mentre il Setterosa viaggia a ritmo spedito verso il pre-olimpico di Trieste, ne abbiamo approfittato per andare alla scoperta di una delle promesse della Waterpolo nostrana, l'attaccante della SIS Roma Cecilia Nardini. "Ho iniziato a giocare a Pallanuoto perché quando avevo 9 anni, mio fratello più grande si è stufato di fare nuoto per cui l'ho seguito in una squadra maschile - racconta ai nostri microfoni - Un anno dopo ho conosciuto Domitilla Picozzi che mi ha aperto di fatto le porte dell'agonismo". Inevitabile riavvolgere il nastro e tornare indietro agli ultimi, tribolati, mesi: "Lo stop forzato dell'anno scorso ad appena metà campionato è stato un colpo al cuore. Abbiamo fatto il possibile per mantenerci un minimo in forma con programmi di allenamento a secco e per mantenere vivo l'animo della squadra - aggiunge la Nardini - Personalmente i mesi di lockdown sono stati faticosi sia da un punto di vista fisico che mentale ma sono stata d'accordo con la decisione di interrompere la stagione, non c'erano le condizioni, i mezzi e l'organizzazione necessaria per continuarlo anche se una formula estiva sarebbe stata molto suggestiva. Ambientarsi al nuovo campionato è complicato, il modo di allenarsi è completamente cambiato, allenamenti individuali, zero contatto nei giorni prima delle competizioni, zero amichevoli significa arrivare alle già poche partite di campionato con pochi minuti di gioco sulle spalle. Il continuo rischio di essere fermati per l'esito positivo dei tamponi è psicologicamente devastante e questa paura, spesso non compresa da amici/familiari esterni al settore, ci costringe a mille accortezze e a una vita sacrificata, nel mio caso, casa - studio - piscina/allenamento. Ma mi ritengo comunque fortunata di star effettuando il campionato e ad avere una società così seria che ci permette di allenarci con continuità, serietà e sicurezza malgrado le difficoltà che sta affrontando".

Il Covid ha imposto una formula rivisitata: "L'assenza di retrocessioni sicuramente leva prestigio al campionato che comunque costituendo la massima serie nazionale dovrebbe essere super competitivo ma vista la situazione globale direi che in questo momento è il male minore. La Pallanuoto femminile ha bisogno di essere stimolata. Servirebbe una sensibilizzazione per avvicinare molte più bambine a questo sport (la maggior parte di noi ha iniziato a giocare per "colpa" di qualche fratello) e soprattutto servirebbe un impegno maggiore da parte delle società e della federazione a non far smettere le ragazze e penso valga anche per i ragazzi finite le scuole superiori. In quel momento la maggior parte smette, troppi sacrifici per poche soddisfazioni e zero aiuti. Infine la parte mediatica è insufficiente, è impensabile che il ritorno della Pallanuoto maschile su Sky di questi giorni sia un traguardo, dovrebbe essere la normalità". 

L'attenzione si sposta poi sul mondo Sis Roma: "Alla Sis sono cresciuta nel vero senso della parola, sono arrivata quando la società è stata fondata che avevo 11 anni. Da tre anni lavoro con Capanna e con questo gruppo. Il rapporto che si è creato è veramente speciale, la mentalità ancora di più. Lavoriamo duro sempre e cerchiamo il 101% in tutto quello che facciamo ogni giorno dalla prima all'ultima. Gli obiettivi stagionali sono alti, vogliamo prenderci tutto e la fame c'è". 

In conclusione, tra passato, presente e futuro: "Rifarei tutto, anche le delusioni e le lacrime che sono state tante. Come rimpianto ho in mente una semifinale giovanile andata male. Tra i ricordi sportivi a cui sono più legata lo scudetto con le giovanili e la vittoria della Coppa Italia di due anni fa ma lavoriamo per averne altri già a fine stagione. Il sogno nel cassetto è vincere tutto con questo gruppo e per questa società".

Fonte: l'autore Davide Maddaluno

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