La sconveniente eredità calcistica di Mourinho

I 12 minuti di monologo nell'ultima conferenza stampa offre un'occasione per riflessioni interessanti

di Roberto Migliore
Roberto Migliore
(6 articoli pubblicati)
Manchester United v Sevilla FC - UEFA C

Nelle prime fasi della conferenza durata 12 minuti, l'allenatore portoghese dice, tra le altre cose: "[...] to my English that is far from perfect": si racchiude tutta in questa frase l'onestà intellettuale di Mourinho il quale riconosce sinceramente che il suo inglese, nonostante i tanti anni trascorsi in Inghilterra, è tutt'altro che perfetto. Si racchiude tutta qui perchè quel che segue è un disperato e mal riuscito tentativo di giustificare i suoi recenti insuccessi con un concetto nuovo: "Football Heritage", ovvero eredità calcistica che, tradotta in una lingua più comune agli appassionati di calcio in Italia, equivale alla famosa "abitudine alla vittoria" spesso utilizzata in riferimento ai giocatori della Juve.

SHOW O FLOP - Il popolo calcistico si è subito diviso tra coloro che hanno etichettato la conferenza e il suo contenuto come un pezzo di storia del calcio e chi, invece, ha intravisto nelle parole del portoghese l'inizio del suo declino professionale. Come spesso accade quando si tratta di Mourinho è, infatti, impossibile avere un parere neutrale: la strategia mediatica dell'allenatore del Manchester United si basa (quasi) tutta sull'offrire motivi per far parlare di sè. Obiettivo indubbiamente raggiunto anche in questo caso con la creazione di un concetto, il già citato "Football Heritage", che è entrato di diritto nei dizionari calcistici.

TEMPISTICHE - Se riuscissimo a decontestualizzare il discorso di Mourinho, separandolo dai recenti risultati sportivi, ne apprezzeremmo di più il valore, la ricerca e il tempo che l'allenatore portoghese ha speso nel preparare il suo assolo mediatico. Tuttavia è un esercizio troppo complesso per gli amanti dello sport; per questo motivo le sue parole, non decontestualizzate, perdono infinitamente valore. Basti pensare che essere eliminati dal Siviglia agli ottavi di Champions già di per sè non segue il ragionamento del portoghese ma è l'esatta antitesi dello stesso: quanto affermato dallo "Special One" si riassume in pura e contestabile teoria che non può essere applicata alla pratica sportiva.

CALCOLI E ROMANTICISMO - Questa conferenza stampa è, però, solo l'ultima di una serie di recenti dichiarazioni che sembrano voler minare il romanticismo e l'imprevedibilità che, da sempre, sono le fondamenta dello sport, calcio compreso. Volendo dar valore a quanto affermato da vari allenatori, il calcio finirebbe a ridursi ad un mero calcolo statistico da effettuare ad inizio anno con l'assegnazione dei trofei eseguita in base a quanto (e, forse,  a come) si è speso durante la sessione di calciomercato estiva. 

Per nostra fortuna sono ancora vive nelle nostre menti le recenti imprese del Leicester in Inghilterra, del Portogallo agli Europei, del Monaco in Champions o dello stesso Siviglia in Europa League. Il tutto senza dimenticare che lo stesso Special One è stato artefice di due imprese in Champions League: un trofeo che è riuscito finora ad alzare solo con squadre decisamente fuori dalla lizza delle favorite alla vigilia, Porto e Inter. Fortuna, quindi, che il calcio conserva un pizzico di imprevedibilità perchè senza la stessa, personaggi come Mourinho non sarebbero esistiti.

Fonte: l'autore Roberto Migliore

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