Giù il cappello davanti all’Albinoleffe, a Bergamo non c’è solo la Dea

Impresa sfiorata dagli uomini di Zaffaroni contro la corrazzata Alessandria ,addio al sogno della serie B resta la certezza di un futuro sicuramente all'altezza

di Luca Sala
Luca Sala
(252 articoli pubblicati)

La formazione bergamasca nata dall'unione dei 2 grossi comuni della Valle Seriana Albino e Leffe ha fatto rinascere passione e orgoglio ad un territorio letteralmente flagellato dalla mortale pandemia .Soprattutto nel terzo livello dei professionisti  le conoscenze e l'organizzazione  delle societa' fanno la differenza visto che di soldi ne girano pochi, quindi il primo merito lo attribuisco al presidentissimo dei blucelesti Gianfranco Andreoletti, nato a Bergamo  e praticamente coetaneo del dirimpettaio Antonio Percassi patron dell'Atalanta prossimo alla beatificazione .

Giuro che non volevo e non vorrei tirare in ballo la Dea ma mi tocca farlo in virtù della storica diatriba  che divide  società prima che squadre, incomprensibile specie ai nostri giorni. La rivalità è talmente cieca che  due attaccanti figli di Bergamo  come Beppe Signori e il Gallo Belotti lanciati proprio dall'Albinoleffe non sono mai passati in neroazzurro, una roba che non fa onore proprio a nessuno.

Sotto la presidenza attuale i seriani hanno giocato 9 campionati di fila tra i cadetti, un vero record non solo italiano per una realtà così piccola, la  Juventus di Buffon finita in serie B trovò pane duro affrontandoli specie all' Azzurri d'Italia ,lo stadio dell'Atalanta che ne ospitava le gare interne. Letteralmente Bergamo città dei mille,intesi come gli sparuti fedelissimi dell'Albinoleffe presenti sulle tribune, con  l'Atalanta convinta che il suo prato fosse "arato più che calcato" dai cugini poveri.

Di fatto lo stesso Percassi rincarava la dose sostenendo di non vedere nemmeno il canone d'affitto ,risultato da anni l'Albinoleffe gioca a Gorgonzola .

Ma ancora per poco visto che la suddetta piccola grande società si è costruita ex novo centro sportivo e stadio di proprietà alle porte del capoluogo orobico ,precisamente a Zanica, famoso fino ad oggi per aver dato i natali alla maschera di Gioppino.

Due realtà così dovrebbero unire e non dividere una città per quanto provinciale possa essere, il primo passo verso il sacrosanto gemellaggio spetta obbligatoriamente alla società dei  Percassi mai così internazionale che però farebbero  meglio a fare affari   in Italia scambiando esperienze e giocatori a cominciare dalla valle natia.

Fonte: l'autore Luca Sala

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3 COMMENTI

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  1. SportsMan - 7 giorni

    Servirebbe che Percassi & Andreoletti facessero finalmente pace collaborando tra loro anziché ignorarsi

  2. SportsMan - 7 giorni

    Una città non metropolitana come Bergamo che vanta 2 squadre serie proprietarie dei loro stadi rappresenta un vero primato nazionale

  3. SportsMan - 7 giorni

    Al solito “sul pezzo” il collaudato autore non le manda certo a dire

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