Tamberi, Jacobs: un pomeriggio d’oro e se Bottas…

In 13 minuti l'Italia ha scritto la storia con due medaglie d'oro di Tamberi e Jacobs. Prendendoci gusto si pensava anche ad un miracolo Ferrari, ma Bottas...

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(135 articoli pubblicati)

Il pomeriggio del 1 agosto 2021 si tinge con i colori della storia. Ha i colori olimpici e ad un certo punto, perché no, si è anche sognato il rosso Ferrari. Prima Gian Marco Tamberi ha gridato al mondo intero la sua giusta resurrezione dopo il crac del suo legamento deltoideo nel 2016 quando deteneva l'oro mondiale indoor ed europeo. Pochi minuti dopo, 13 per l'esattezza, ecco il fulmine che non ti aspetti, Marcell Jacobs è l'uomo più veloce al mondo, vince i 100 metri e la gioia è pari ad Euro 2020 per il calcio.

A quel punto, con tanta leggenda in un unico pomeriggio, si pensa ad un altro mito che deve rinascere, la Ferrari. Piove e non piove all'Hungaroring e nel giorno di cotanta storia ecco che Hamilton si ritrova solo in partenza, altra cosa unica nel mondo e quando tutto il mondo rosso sogna per la Ferrari ecco che Bottas, paracarro che guida una Mercedes, in un colpo solo sbaglia tempo di frenata e giocando a bowling fa fuori Leclerc. addio sogni di gloria in Formula Uno.

Quindi ritorniamo ai nostri eroi olimpici.

Gimbo Tamberi, oro prima di Jacobs, si abbraccia, si tarantola sulla pista dopo che con Mutaz Barshim capisce di essere campione a pari merito col qatariota, ne hanno facoltà perché nessuno dei due tenta di superare il 2.37. Sulla pista arriva il gesso di Tamberi, ricordo del 2016 e oggi ricordo di tante lacrime che oggi son solo di gioia. Di gioia come quelle del papà, Marco Tamberi, che vide la sua carriera nel salto reclusa da un camion che lo investì a 27 anni recidendogli il tendine d'Achille.

Papà che non ha mai incontrato Marcell Jacobs che, nato a El Paso in Texas (città Natale di Eddie Guerrero) abbandona gli Usa dopo 6 mesi, con gli statunitensi che ieri, orfani dell'oro, volevano vantarsi di avere una percentuale di successo sul fulmine italiano, che rispedisce al mittente la gioia parlando a stento in inglese e abbracciando il tricolore.

Jacobs che s'innamora del salto in lungo, che diventa papà a 20 anni e che cresce a Desenzano. Ha una tranquillità creata da Paolo Camossi, ex campione del mondo indoor nel triplo, che da buon rompiscatole è capace di resettare Marcell che, oltre ad un mental coach (Nicoletta Romanazzi) fa credere allo sprinter che la storia si può fare.

A veder l'albo d'oro si capisce che la storia ha bussato il 1 agosto. Jacobs arriva dopo Owens, Lewis e Usain Bolt, primatista dal 2008 e che a Rio fece 9"81, contro il 9"80 che ha consegnato Marcell all'Olimpo.

Così, l'Italia può vantare due primati europei, i 100 metri con Jacobs e i 200 con l'infinito Mennea e quel 19"72 che ancora resiste!

E se Bottas non avesse centrato la Ferrari sarebbe stato pomeriggio epico.

Fonte: l'autore Francesco Fiori

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