Il Belgio in finale? Ecco i cinque motivi per crederci

I diavoli rossi ricordano l'Italia campione dell'82

di Marco Michelli
Marco Michelli
(51 articoli pubblicati)
lesultanza di fellaini

Instancabili tifosi alla ricerca di una squadra che vi faccia sognare? Allora il Belgio è quello che fa per voi. In un Mondiale privato di quasi tutta l'elite (considerando che Germania, Spagna, Argentina e Italia vantano insieme 11 titoli), se siete stanchi della tradizione e proprio non volete assistere alla 'sesta' verdeoro o, peggio, ad un bis francese, ecco che sperare nel trionfo dei diavoli rossi diventa l'aspirazione più legittima.

Questo perchè ci sono almeno 5 motivi per cui gli uomini di Martinez ricordano molto da vicino l'undici azzurro di Bearzot nel trionfo spagnolo del 1982 e, ripercorrendo le gesta della nostra terza stella, possono aspirare ad andare a Mosca per giocarsi la finale:

1) Aver visto il baratro. Il prodigioso recupero da 0-2 contro il Giappone è sintomo di una squadra compatta, che non perde la testa davanti alle difficoltà. La stessa cosa avvenne all'Italia mundial, dopo aver passato un girone sulla carta semplicissimo, grazie solamente alla differenza reti.
2) Dover affrontare avversari sulla carta più forti. Il tabellone prevede che per arrivare alla finale il Belgio dovrebbe battere prima il Brasile e poi la vincente di Francia-Uruguay. Non vi ricorda il nostro girone di ferro con Argentina e Brasile?
3) Il capocannoniere. Noi avevamo Paolo Rossi, loro hanno Romelu Lukaku che al momento ha già realizzato 4 gol.
4) La forza dei cambi. Contro il Giappone la differenza l’hanno fatto le sostituzioni: Fellaini e Chadli hanno ribaltato i nipponici, segnando il gol del momentaneo pareggio e poi la vittoria al 94esimo. Gli azzurri di Bearzot avevano in panca Ciccio Graziani marcatore contro il Camerun) e Altobelli.
5) Un centrocampo di ferro. Certo le formazioni sono diverse, ma il segreto per una squadra vincente resta nella pancia. E paragonare i nomi di Witsel, De Bruyne, Hazard e il folletto Mertens al meraviglioso baricentro azzurro formato da Scirea, Antognoni, Tardelli, e il geniale Conti può far inorridire i puristi ma non è blasfemo.

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Fonte: l'autore Marco Michelli

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