Carnera nella storia della boxe

Campione dei pesi massimi nel 1933, il "gigante buono" è ancora un mito della boxe mondiale

di Giovanni Scupola
Giovanni Scupola
(95 articoli pubblicati)
Primo Carnera

Non solo nella letteratura, nel cinema (film uscito in Italia col titolo "Il colosso d’argilla") e nella musica, i personaggi vanno valutati per quello che hanno lasciato oltre lo spazio angusto della loro esistenza. E non ce dubbio che la grande opera “incompiuta” di Primo Carnera nella boxe italiana è risuonata più di quanto si fa con gli autori pugilistici contemporanei.
Si dice che la boxe, disciplina indubbiamente in crisi di popolarità e di vocazioni, sopravvive nei nostri tempi in un formato quasi letterario, in una dimensione antologica che ci fa preferire i campioni e le imprese di ieri a quelle di oggi. Si dice anche che nessuno sport più di quello della boxe ricompaia in forma di metafora nei messaggi indirizzati alle masse dalla pubblicità alla politica.

Ebbene, non c’è dubbio che su entrambi, quello antologico e quello metaforico, è Primo Carnera il pugile italiano che viene ricordato di più. Sono cresciuto con i racconti e le reminiscenze di mio padre, grande patito di boxe, sul “gigante buono” e le sue imprese. Oggi come ieri un ragazzo grande e grosso, abile a usare le mani, è un “Carnera”; oggi più di ieri si diffondono tornei, iniziative, opere e celebrazioni intitolate al campione di Sequels. Il fenomeno dell’italiano che dal 29 giugno 1933 al 14 giugno ’34 aveva detenuto per meno di un anno la corona dei pesi massimi – k.o. a Jack Sharkey in sei riprese - vive nella leggenda e nella memoria ancora oggi.  

Carnera, appesi i guantoni, divenne un lottatore di catch di grande successo e finalmente si arricchì e soprattutto fu felice; certo il catch non è la boxe, ma per uno che ha speso buona parte della sua vita sul ring questo miscuglio di violenza e di recitazione è una soluzione più che dignitosa. Venne messo al tappeto da una grave malattia. E quando seppe di aver perduto il match della vita, Primo volle tornare a morire a Sequals, nel suo Friuli. Quando il gong della fine suonò, il "gigante buono" aveva soltanto cinquantotto anni.

Fonte: l'autore Giovanni Scupola

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  1. Scupola75 - 4 anni

    Indimenticato campione …

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