Il 2020 sarà ricordato come un incubo per la società e per lo sport

La "nuova normalità" non piace a nessuno. La nostra vita è condizionata da mascherine e distanziamento, misure necessarie per ridurre i rischi di contagio

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
Swabs Are Tested For Coronavirus At Mila

Definire il 2020 come un anno orribile è poco: per quasi tutti noi, senza fare eccezioni, è stata una annata orribile. Tutto è stato messo in discussione, la nostra vita è cambiata. Il mondo che conoscevamo è modificato in maniera importante, ma per fortuna non irrimediabile.

La vita andrà avanti, e per fortuna ci saranno vaccini e nuovi farmaci che nei prossimi mesi ci permetteranno di uscire da questo incubo!

La fiducia non dovrà mancare, ma dalle macerie dovrà venire fuori un senso della comunità che al momento non si vede, per potere ricostruire un futuro che al momento è incerto per tutti.

E mentre a Milano nevica, non accadeva in questo modo da anni, penso anche che per lo sport stesso questo 2020 sia stato una annata oltremodo funesta.

Tralasciando i lutti, gravissimi, di questa stagione orribile, vedere stadi vuoti, protocolli da seguire e ipocrisie varie, fa comprendere quanto questa annata sia stata oltremodo orribile e da dimenticare in fretta.

Paolo Rossi, Diego Armando Maradona e Kobe Bryant: basterebbe solo la scomparsa prematura di questi tre fuoriclasse dello sport, per definire nerissimo l'anno solare appena concluso.

E' triste vedere quello che è successo, nuovi termini sono entrati nel nostro gergo: prima o non li usavamo o non sapevamo nemmeno cosa fossero!

Il nostro comportarci quotidiano è mutato in maniera prima inconsapevole, e poi in maniera conscia creandoci un disagio psicologico enorme: si sono formati centri di opinione virtuale che ci han fatto anche comprendere quanto l'evoluzione umana sia irrimediabilmente inciampata.

Social e internet hanno formato una società che ha mostrato non solo di essere migliore, ma di essere severamente peggiorata in questi ultimi dieci mesi.

Non possiamo più giocare a calcetto con gli amici, gli impianti di sci sono chiusi, palestre e piscine (dopo una pausa irresponsabile in questa Estate) sono chiuse: ogni cosa che amavamo è forma di contagio!

Distanziamento sociale, assembramenti, tamponi positivi e negativi, mascherine, caschi e ventilatori in ospedale, ricoveri in terapie intensiva e morti: sono le frasi che ogni giorno sentiamo da tutti, e che sembrano un refrain micidiale per farci impazzire.

Lo sport professionista si è dovuto adeguare: sono saltate Olimpiadi e Europei di calcio, cosa accaduta solo durante la guerra. Le finali dei grandi tornei sportivi sono arrivati alla loro conclusione a porte chiuse!

E' arrivato a tempo di record un vaccino, anzi più di uno: sicuro ed efficace! L'arma per sconfiggere la pandemia, e bisognerà fare in fretta!

Nonostante le evidenze scientifiche chiare, i dettami, i dpcm, i divieti, abbiamo scoperto (spesso anche in mezzo ai nostri amici) che esistono persone che non credono ai vaccini (i novax): nonostante li facciamo tutti e obbligatoriamente sin da piccoli e che ci hanno permesso di vivere in media 30 anni in più rispetto al passato!

Esistono gruppi di folli che contestano i governi convinti che qualcuno voglia controllarci: poi hanno Google, un profilo Facebook o Twitter, postano le foto di quando vanno anche in bagno. E non scaricano, almeno in Italia, la app Immuni sempre per questo Grande Fratello (che seguono e commentano) ma che si dimenticano di esso quando devono prendere il cashback consegnando allo Stato tutte le loro carte di pagamento.

Una demenza che mi ha portato a pensare che non saremo mai migliori ma peggiori: se, nonostante ci possa essere facilmente la possibilità ormai di accedere alla conoscenza, l'analfabetismo funzionale impera, non ho molta fiducia nei posteri.

Ma credo che, chi ci guidi, debba essere migliore delle masse: lo spero vivamente. Senza uno Stato che ci porti fuori da questa emergenza, sarà impossibile una ripresa. Affidarsi al buon senso delle persone è profondamente ingenuo e sbagliato!

La "nuova normalità" non piace a nessuno, e per tornare a vivere e a goderci anche lo sport che amiamo tanto, ci vorranno ancora moltissimi mesi!

Coronavirus Outbreak Continues In Italy
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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