Sport domestico per non qualificati

Personalissima guida rapida per correre ai ripari ed evitare che la pigrizia abbia la meglio nell’anno del Covid-19.

di Fanny Boninu
Fanny Boninu
(29 articoli pubblicati)
immagine fitness Elisa Boninu

Dopo vent’anni di pigrizia e di rifiuto verso ogni forma di movimento che escludesse il brevissimo percorso dalla mia cameretta alla cucina e dalla cucina al divano, avevo deciso, all’inizio dell’università, di cambiare vita. Complice una coinquilina in cerca di compagnia durante gli estenuanti allenamenti in sala pesi in cui chiunque altro sembrava totalmente esente da fatica, ho così iniziato a frequentare una palestra vicino casa. Ma proprio mentre il mio corpo arrugginito iniziava a percepire i primi benefici dell’impegno, ecco che l’ennesima congiunzione astrale si abbatte sul mio cammino: Covid-19, lockdown, palestre chiuse.

E così, mentre mia sorella parla ininterrottamente senza alcuna paura di disturbarmi, tra una pausa e l’altra di questa clausura forzata che toglie ogni stimolo, provo a raccontare come mi sia allenata in un appartamento di novanta metri quadri in questo indimenticabile 2020.

È un lunedì, mercoledì o venerdì come un altro. L’unica variante è data dai mesi di riferimento. Durante il primo lockdown, in compagnia della sorella disturbatrice per l’occasione prestata al ruolo di motivatrice, la seduta di fitness inizia verso le otto di sera, dopo una giornata piatta come tutte le altre in cui non è possibile ricordare quale sia la stagione lì fuori e la preparazione degli esami è diventata ancora più insopportabile. Indossati vestiti e scarpe adatte, liberiamo un angolo del soggiorno, posizioniamo il computer sul tavolino. Ormai i coach dei tutorial su YouTube sono più familiari di tante persone che conosciamo da anni ma non vediamo da settimane. Inizia così la fatica, accompagnata da un non richiesto servizio sauna offerto da mia madre che prepara la cena.

È giusto precisare che quell’allenamento di mezz’ora ad alta intensità che le prime volte ci faceva appena stancare, col corso del tempo inizia a diluirsi e a durare un’ora almeno, tra le cento pause indispensabili a evitare una crisi respiratoria, se non un infarto. Al punto che, quando il giorno di Pasqua esco di casa per comprare il giornale, tra salita e discesa sullo stradone del quartiere, torno dall’impresa stremata.

Ospiti d’eccezione in qualche posticipo del fine settimana i miei genitori, troppo annoiati dopo il decimo film deprimente o demenziale consecutivo e pronti a mettersi in gioco. Tutti incastrati nello stesso angolo del minuscolo soggiorno, tentiamo di allungarci tra una gomitata e l’altra, non senza risate e qualche anticipata resa. Sicuramente alcuni dei momenti più belli.

Dopo alcuni mesi in cui sembrava si potesse sperare in un graduale ritorno alla normalità e in cui avevo ripreso gli allenamenti in palestra, con le nuove disposizioni di fine ottobre mi riconverto allo sport fai da te.

L’ambientazione passa da Nuoro, la mia città, a Cagliari, sede dei miei studi universitari. Da un appartamento al terzo piano di una silenziosa casa familiare a quello di un popolatissimo palazzo. Questa volta non ci facciamo trovare impreparate: giriamo per i pochi negozi di articoli sportivi della zona e acquistiamo due tappetini blu che ci fanno sentire piuttosto professionali. Li stendiamo nell’andito di fronte alla mia stanza, ci prepariamo a lavorare intensamente ma sottovoce, con programmi senza salti per non disturbare i vicini. Insomma, ci adattiamo.

Così, tra sessioni di simil-zumba e torcicollo, tra stretching e raffiche di pugni all’aria che ci fanno quasi calare in un fantasioso ring, cerchiamo di superare anche questo inverno. Chi avrebbe mai detto, qualche anno fa, che avrei affrontato la sorte per tenermi in allenamento? Ma in fondo, chi avrebbe immaginato una terribile pandemia? Proviamo allora a tenere i denti stretti e non mollare, perché nell’imprevedibilità della vita, saper persistere è l’unica àncora stabile, e ad oggi, questa nuova guida allo sport per non classificati mi fa sorridere con la soddisfazione di chi barcolla sull’orlo di un burrone per spiccare il volo e guardare, un giorno, tutta la paura da lontano.

Fonte: l'autore Fanny Boninu

DI' LA TUA

1
1 COMMENTI

Annulla risposta

Inserisci qui il tuo commento

  1. SportsMan - 9 mesi

    NO COMMENT, ma non amavi il calcio?

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.