Non si corre la maratona in tempo Covid… anzi si!

Io e Raf alla fine la corriamo lo stesso! una maratona "privata ma vera" per le vie di Milano

di Francesco Assegnati
Francesco Assegnati
(4 articoli pubblicati)

E’ dal 2019 che non indossiamo un pettorale, colpa del Covid. 

Ok, ok! non è certo l’assenza di gare podistiche il problema. Ma questa maledetta pandemia oltre ad effetti drammatici ha tolto a tutti la quotidianità che per un runner, lento o veloce che sia, è fatta anche di gare, dell’emozione alla partenza e di quella, ancor più forte, dell’arrivo. 

Quindi in mancanza di maratone ufficiali io e Raf decidiamo di correre la nostra.

Sabato mattina 24 marzo 2021 ad un giorno dalla festa della liberazione, mentre Milano sembra riappropriarsi della normalità, noi afferriamo la nostra.

Milano, partenza da Paolo Sarpi e poi via, verso Via Valtellina, Viale Stelvio e poi a sinistra costeggiando i binari della stazione centrale (Via Sammartini) fino a sbattere sulla Martesana, obbligati a girare a destra… per non finire nel naviglio.

Ora si vola (e vabbè… si fa per dire..) verso il centro città, Corso Buenos Aires, giro dei giardini Montanelli e, percorrendo Corso Indipendenza, si punta verso Parco Forlanini che lambiamo in direzione Idroscalo.

Giriamo intorno allo specchio d’acqua, aeroporto negli anni 20 per gli idrovolanti, dove ci distrae una gara di canottaggio che per un attimo addormenta la prima fatica che fa capolino, (siamo intorno al 30° km). 

Salutiamo l’idroscalo e di nuovo verso Parco Forlanini confortati dalla perfetta conoscenza del percorso che aiuta a recuperare energie soprattutto mentali.  

Come va Raf? Alla grande Frà, risponde sereno, capiamo che è quasi fatta siamo al 38° km di nuovo in direzione centro, momento di difficoltà sul cavalcavia Buccari dove la salita sebbene lieve è resa severa dei km nelle gambe. 

Come va Raf? Bene Frà risponde con il sorriso! ci siamo, Corso Plebisciti meno 3km, Piazza Risorgimento segna il 40°km.

Corso Monforte, e siamo a 41° km.

In una maratona ufficiale questo può essere il momento più bello, di solito c’è tanta gente, anche nelle gare meno note: il maratoneta stringe i denti e capisce che l’arrivo è li… e anche noi nonostante il rumore è solo quello delle auto, lo capiamo. 

Giriamo a desta in Via San Damiano e poi dritti calcando Via Senato orami è fatta. I semafori sembrano aver capito lo sforzo e rimangono verdi fissi quasi a volerci lasciar passare, Via Fatebenefratelli 42°, gli ultimi 195 metri. 

Ci siamo!111 l’orologio al polso certifica la fine: 42km e 195 metri.

Siamo stanchi ma felici, nessuno spettatore nessuno che applaude nessuno che ci mette al collo una medaglia.

Il cronometro segna 3.10 minuti. Ci guardiamo in faccia, causa covid non possiamo abbracciarci ma idealmente lo facciamo.

Che corsa tra marciapiedi auto e pedoni. Non sarà ufficiale ma sono pur sempre 42 km. Questa Raf la ricorderemo come una delle maratone più strane tra quelle fatte ma certo non meno bella.

A piedi ci avviamo verso casa. 

Una fontanella sostituisce il rifornimento finale, e chiacchierando iniziamo a programmare la prossima sperando che stavolta sia una gara ufficiale.

Correte gente, correte

Fonte: l'autore Francesco Assegnati

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