Isola di Shikoku – Giappone: cammino degli 88 Templi

Il fascino del cammino - i nostri 400km di cultura e cibo giapponese

di Francesco Assegnati
Francesco Assegnati
(4 articoli pubblicati)
Shikoku Giappone

Ma sì, camminare in Giappone non sarà molto differente da quello che abbiamo fatto in tante altre situazioni (Cammini di Santiago). Le scarpe sono scarpe qua come la, le frecce idem, le gambe allenate e la cucina giapponese la adoriamo. E allora, dai Francy partiamo, anche se cammineremo solo 10 giorni. 

Destinazione Isola di Shikoku, cammino degli 88 templi. Arriviamo a Naruto e intuiamo che non sarà facile: sorry do you speak english…? approcciamo nell’ufficio turistico. Niente! Non parlano inglese. Così sarà per buona parte del viaggio. Shikoku è un’isola rurale, dove le bellezze naturali sono protagoniste insieme ai templi, dove alle volte solo il passare di un’auto dà la certezza di essere nel presente, ma anche dove l’inglese è estremamente raro.

Prima tappa - tempio di Ryozenij: indossiamo magliette bianche (come da tradizione dei pellegrini), e ci incamminiamo, sotto un sole cocente: è dura, durissima, di cose ne abbiamo fatte, ma qua si rischia di dover mollare per il caldo, e le difficoltà linguistiche. Dopo una vertiginosa salita a battezzare il fine tappa, raggiunto il tempio di Fujiidera, un monaco, gentile come solo loro sanno, ci indica il rifugio. E qui stremati da 40 km di strada, salite e aria bollente, la cortesia della famiglia che ci ospita è come l'abbraccio di un amico. Si dorme per terra… ci faremo l’abitudine, la schiena forse meno. 

I km trascorrono e con quelli i momenti di euforia e di sconforto. Il percorso si riesce a seguire, ma complicato organizzare il pernotto anche perché, scopriamo, non è periodo di cammino (appunto, troppo caldo!) e molti rifugi/abitazioni private sono chiusi. Ma lentamente ci adattiamo e, nonostante il caldo, avanziamo di tempio in tempio, ringraziando i distributori automatici che ci sono ovunque e funzionano sempre (evviva!).

E procedendo siamo stupiti dalla cortesia della gente: che ci offre da bere, ci omaggia di portafortuna (che custodiamo gelosamente) e regala del cibo. Il motivo è semplice, il pellegrino è portatore dello spirito di Kobo Daishi il monaco la cui leggenda è alla base del cammino, quindi degno di rispetto, a maggior ragione se fatto a piedi, (ne incontreremo solo una manciata; i più, saggiamente, avanzano in auto/bus condizionati). E’ stata importante la gente, compagne le libellule lungo le risaie, protezione le statue dei guardiani dei templi dai volti minacciosi, affascinanti i giardini delle abitazioni (voglio imparare l’arte giapponese del verde, penso convinto! ma so già che sarà poi Francy a casa a realizzare l’idea). Attraversiamo paesi, mercati, festival (top quello della danza di Tokushima), e le fitte foreste di bambù (lasci perdere chi di voi ha un problema con gli insetti) ma ora affrontiamo con crescente determinazione le faticose salite a difesa di alcuni templi, in cui una volta varcato l’ingresso, è d’obbligo il rito della purificazione, accendere qualche bastoncino di incenso e fare una offerta.

E poi il bagno al Dogo Onsen, a Matsuyama, antichissima fonte termale. E poi il cibo, sia quello condiviso con coloro che ci hanno ospitato, sia quello gustato per strada, su tutti gli udon a Sakaide, serviti in una affollatissima baracca, dove, nell’incertezza, imitiamo i gesti dei presenti che condiscono i piatti fumanti. E poi il sakè, il pesce, le zuppe e le colazioni a base di onigiri (riso e prugna in salamoia), i cibi di cui ricorderemo solo il sapore ancora chiedendoci di cosa si trattasse e le “vaporose” granite al the matcha e fagioli rossi, medaglie dei fine tappa.

Solo 10 i giorni di cammino ma, alla fine, siamo stremati, i km totali sono circa 400, pochi rispetto al nostro. Festeggiamo l’ultima serata con abbondante sakè e per una volta ammettiamo di essere provati ma orgogliosi di non aver mollato. 

È stato certamente un cammino duro, ma quanti ricordi ci accompagneranno Francy! Che dici torneremo a completarlo? Mi guarda scuotendo la testa, ma la conosco, e so che sotto sotto ci sta già pensando.

Camminate gente camminate 

Fonte: l'autore Francesco Assegnati

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