Wimbledon 2019: il pagellone finale dei protagonisti

Djokovic robotico, Federer eterno, il trionfo di Halep, la delusione di Serena Williams, la polemiche su Fognini, Tomic e Kyrgios!

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(174 articoli pubblicati)
Day Eleven The Championships - Wimbledon

Si è chiusa la centotrentatreesima edizione di Wimbledon, tra vittorie e sbadigli, polemiche e meraviglie tecnologiche. Ecco i promossi e i bocciati all’All England Club.

PROMOSSI

Novak Djokovic, voto 10. Facilitato da un tabellone morbido (per usare un eufemismo), sembra destinato a chiudere rapidamente anche la finale. Solo l’orgoglio e le capacità di Federer lo hanno spinto fino al limite in finale, vinta per inerzia al termine di una sfida epica, in cui ha salvato due match-point. Alla fine il suo gioco robotico ha avuto la meglio, anche grazie alla lentissima e discussa erba dei campi, più lenta degli ultimi anni. I record di Federer sono sempre più vicini, così come il titolo di GOAT.

Roger Federer, voto 9. Avrebbe meritato dieci anche lui, ma i due match point falliti con il servizio fanno pensare a un blackout psicologico piuttosto che fisico. È la terza sconfitta consecutiva contro Djokovic in una finale di Wimbledon, la quarta nelle ultime quattro giocate nei Major. Un virus che con gli anni sta cronicizzando, senza soluzione di cura. Ma che dire di questo splendido trentottenne che vola ancora sui campi più veloce di tutti i Next Gen del Tour? Giù il cappello.

Rafael Nadal voto 8. Arriva in semifinale forte di due settimane a risparmio energetico. Federer si prende la rivincita dopo la sconfitta al Roland Garros, ma questa volta, differentemente dall’anno scorso, Rafa può avere meno rimpianti e può guardare al resto della stagione con fiducia. Ma il record di Federer è un po’ più lontano.

Roberto Bautista, voto 8. La sorpresa del torneo maschile. Arriva dove probabilmente non arriverà mai più in carriera, favorito anche da una superficie lentissima, ma la soddisfazione di aver tolto un set a Djokovic se la porterà dietro per sempre.

Marco Cecchinato, 7. Conferma una strepitosa stagione su erba con gli ottavi di finale. La dura lezione impartita da Federer deve essere vista come un punto di inizio, non come punto d’arrivo.

Simona Halep, voto 10. Raddrizza una stagione storta, vincendo insospettabilmente Wimbledon e per di più ridicolizzando Serena in finale. Ovvia a condizioni di gioco a lei sfavorevoli con una grande gioco da fondo e una grinta niente male. Quadrata, solida nei momenti chiave. Praticamente perfetta

Serena Williams, voto 9. Questo record rischia di diventare una chimera. Sono tre le finali Slam perse consecutivamente. Quest’anno la chance era ghiotta ma ha trovato davanti una super Halep. La superficie lentissima non l’ha aiutata. Il record arriverà prima o poi, ma per ora è meglio non pensarci..

Elina Svitolina, voto 8. Finalmente riesce ad andare oltre un quarto di finale Slam. La sua prima semifinale Major in carriera può rappresentare un punto di svolta nella sua stagione, fino a ora molto complicata.

Cori Gauff, voto 8. Sorprende tutti la quindicenne americana, certamente destinata a un grande futuro.

BOCCIATI

Fabio Fognini, voto 3. La sconfitta contro Sandgren arriva inaspettata. Un match che Fabio rivincerebbe altre cento volta. Sulla sceneggiata con tanto di insulti verso il torneo, irrispettosa e irresponsabile, meglio non soffermarvisi e pensare al resto della stagione, se ne è già parlato anche troppo.

Bernard Tomic e Nick Kyrgios, voto 1. Incommentabili. Come sempre.

Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas e gli altri Next Gen, voto 2. Alla vigilia dovevano spaccare il mondo. Tornano a casa tra le pernacchie degli sfavillanti vecchietti della Old Gen, che negli Slam continuano a bastonare questi giovani ragazzi ancora lontano dall’essere campioni.

Naomi Osaka, voto 4. La pressione le sta giocando brutti scherzi dal post Australian Open. Deve ritrovare se stessa invece di vagare per i campi da tennis come una qualsiasi Walking Dead.

Il torneo voto 6. Il rallentamento continuo dei campi in erba è stucchevole e inutile. Le querelle di Fognini, Tomic e Kyrgios hanno dato il giusto pepe a un’edizione stranamente soporifera, salvata da una finale pazzesca

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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