Tennis: il pagellone della stagione 2018

Si è conclusa una stagione piena di sorprese e di grandi ritorni. Chi ha convinto e chi no!

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(179 articoli pubblicati)
Day Thirteen The Championships - Wimbled

Promossi

Novak Djokovic. Incredibile il suo ritorno al vertice dopo due anni di buio. La cura-Vajda ha funzionato a dovere; tra la stagione su terra e Wimbledon il serbo ha guadagnato in fiducia e costanza, ritrovando un gioco robotico e mentalmente devastante. I due Slam e il career Golden Masters certificano una stagione pazzesca, iniziata da numero 22 del mondo e chiusa al primo posto. E pensare che la sconfitta con Cecchinato a Parigi aveva lasciato dubbi a chiunque! 

Roger Federer. Sempre grande lo svizzero, capace alla soglia delle trentasette primavere di difendere il titolo agli Australian Open e tornate numero uno del mondo, anche se per poche settimane. Nel mezzo alcune figure da pollo, ma viene da sorridere a pensare a chi ancora, alla sua prima sconfitta, grida al ritiro. Almeno fino a Tokyo 2020 andrà avanti, continuando a stupire.

Rafael Nadal. Su terra è ancora imbattibile, forse anche per il miglior Djokovic. Anche nel 2019 sul rosso sarà il dominatore, a meno di clamorosi altri infortuni o macumbe da parte dei suoi detrattori. Senza infortuni sarebbe stato un serio candidato anche per la vittoria alle Finals.

Alexander Zverev. In inverno entra sempre in letargo, si diceva. A suon di performance, il tedesco ha trionfato alle Finals, chiudendo una stagione di chiaroscuri, forse, prima di Londra, per certi versi peggiore del 2017. Ora dovrà fare il salto di qualità negli Slam per entrare definitivamente tra i grandi.

Juan Martin del Potro. Tornare a giocare una finale Slam dopo dieci anni non è impresa banale. Soprattutto se ti chiami Juan Martin del Potro. Non è bastata la sua strepitosa forza di volontà per battere Djokovic a New York, ma Delpo si è portato a casa lo scorso marzo il primo Masters 1000 della stagione, ai danni di Roger Federer. In bocca al lupo per il grave (ma meno grave di quel che si temeva) infortunio alla rotula!

Simona Halep. Finalmente Simona si è tolta quell'ingombrante scimmietta dalla spalla, ma sopratutto l'appellativo di eterna seconda. Tutto quello che hanno detto su di lei e sulla sua forza mentale è stato spazzato via con la vittoria al Roland Garros e con un anno da vera numero uno. Se il blocco mentale che l'ha sempre fermata all'ultimo step sarà definitivamente superato potrà aggiungere solo altri Major alla sua collezione.

Serena Williams. Altro che gli eroi dei film Marvel! Serena sveste i panni di neo mamma e, dopo 305 giorni dal parto torna a giocare una finale Slam, a Wimbledon. Due mesi dopo eccola perdere con tanto di sceneggiata stile drama queen a New York. Due finali perse meritatamente, ma il tanto agognato record arriverà.

Angelique Kerber, Naomi Osaka e Caroline Wozniacki. Le altre regine dell'anno solo loro, vincitrici rispettivamente a Wimbledon, US Open e Australian Open. Si spera che queste vittorie siano solo un preludio a nuovi successi. Auguri a Caroline combattere con l'artrite reumatoide non è semplice ma una guerriera come lei supererà anche questa!

Medvedev, Khachanov, Tsitsipas, Sabalenka e Yastremska. Quattro giovani (due ragazzi e due ragazze) che potranno togliersi grandi soddisfazioni la prossima stagione. Starà a loro confermare quanto di buono visto negli ultimi mesi, sperando che il loro non sia solo stato un fuoco di paglia.

Bocciati

Grigor Dimitrov. Ora possiamo dirlo con certezza; la vittoria alle ATP Finals del 2017 è stata solo una botta di fortuna (per non dire altro). Quest'anno il bulgaro è mancato per intensità fisica e mentale. Non ha mai dato la certezza di essere rimasto quello visto a fine anno a Londra la scorsa stagione, passando l'anno a girovagare per i campi di tennis quasi non fosse uno walking dead qualsiasi. Dovrà ora rimboccarsi le maniche e lavorare sodo, perché i giovani della Next Gen e i vecchietti della Old Gen rischiano di scappare via.

Sharapova e Muguruza. Un anno passato in letargo psico-fisico. Inspiegabili le loro performance. Rischiano di finire nel dimenticatoio.

Tomic, Buchard, Kyrgios. Semplicemente incommentabili.

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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2 COMMENTI

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  1. Melitos - 2 anni

    Condivido l’analisi e mi auguro per il 2019 un anno di buoni risultati per i nostri tennisti in particolare credo che la Giorgi e Berrettini possano fare una stagione di ulteriore crescita.

    1. LorenzoC - 2 anni

      Speriamo, Berrettini ha tutte le carte in regola per poter fare bene su tutte le superfici, riguardo la Giorgi, le potenzialità ci sono ma la vedo più dura!

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