Matteo Berrettini, il “gigante fragile”

Il tennista romano, semifinalista agli ultimi US Open, alle prese con l'ennesimo infortunio

di Massimo Preite
Massimo Preite
(2 articoli pubblicati)
Matteo Berrettini

Matteo Berrettini avrebbe dovuto prender parte al UTR Pro Match Series, torneo d'esibizione in programma a West Palm Beach, in Florida, dall'8 al 10 Maggio, ma un nuovo infortunio alla caviglia destra gli impedirà di partecipare all'evento. La stessa caviglia lo ha fermato lo scorso anno a Luglio, dopo la vittoria nel torneo di Stoccarda, la semifinale di Halle e gli ottavi a Wimbledon, sconfitto da Roger Federer. Questo però non ha precluso la cavalcata del tennista azzurro sino alla semifinale dei recenti US Open. Il numero 8 delle classifiche mondiali alla fine del 2019 ha subito un infortunio agli addominali che gli ha impedito di partecipare alla prima edizione dell'ATP CUP ad inizio anno e difendere i colori azzurri insieme a Fabio Fognini. Dopo la parentesi degli Australian Open il riacutizzarsi del problema agli addominali lo ha costretto ad un ulteriore stop con rientro programmato per Marzo a Indian Wells. 

L'infortunio più grave che il tennista italiano classe '96 ha subito, che lo ha tenuto lontano dai campi per ben 7 mesi, risale al 2016 al piatto tibiale del ginocchio sinistro. Nonostante la giovane carriera Berrettini  ha avuto anche altri problemi fisici, come per esempio quelli avuti alla schiena. Non è difficile capire il perché dei numerosi infortuni del tennista azzurro: è alto 1,96 m per 95 kg di peso, con una parte superiore del corpo molto più sviluppata rispetto agli arti inferiori che lo espone maggiormente al rischio infortuni a caviglie e ginocchia. 

Nonostante il tennista romano sia molto attento alla cura del proprio corpo e alla prevenzione, la preoccupazione è che il ricorrere di questi periodi di stop forzato possano impedirne un'ulteriore ascesa. Già gli infortuni del 2016 e degli anni precedenti hanno rallentato Matteo nel percorso di crescita verso il tennis che conta e l'inizio del 2020 non è stato dei migliori, impedendogli un ulteriore balzo nella classifica ATP. La speranza è che la salute e la buona sorte siano dalla sua parte e che negli anni a venire Matteo possa regalarsi e regalarci grandi soddisfazioni.

Fonte: l'autore Massimo Preite

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