John Hartley e Vere St. Goold: il prete e il killer a Wimbledon 1879

Si giocava la terza edizione di sempre dei Championships. Dopo quella data i due finalisti proseguirono per strade completamente diverse tra loro...

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(174 articoli pubblicati)
John Hartley

C'è un mistero che ancora aleggia nella frizzante aria estiva londinese, specialmente quando inizia il torneo di Wimbledon. E non parliamo del fantasma di John McEnroe pronto a spaventare i visitatori al Wimbledon Museum.  

No la nostra storia è più complessa e grottesca, con un finale degno di un film di Quntin Tarantino. Bisogna tornare indietro nel tempo, al 1879, in quella che fu la terza edizione dei Championships. Erano gli albori del tennis e l'All England Club si preparava a diventare il centro del mondo dello sport con la racchetta. Quell'anno si disputò la finale tra John Hartley, vicario di Burneston (North Yorkshire) e il vincitore del Challenge Round Vere St. Leger Goold

Allora il torneo si chiamava Lawn Tennis Championships e il formato era diverso; il campione uscente sfidava in finale il vincente del torneo degli sfidanti. Ma non è tanto la storia di Hartley (vincitore del titolo 1879 con il punteggio di 6-2, 6-4, 6-2) ad interessarci, ma quella dell'irlandese Vere St. Leger Goold. La carriera professionale di Goold lo ha visto vincitore di sei titoli, tra i quali il titolo di campione irlandese. 

Dopo la fine della sua carriera da tennista, Vere venne affascinato da Marie Giraudin, un'ambigua e charmant madam francese che abita a Londra, nel quartiere di Bayswater. I debiti accumulati portarono la coppia a giocarsi e a perdere gli ultimi loro risparmi al casinò di Monte Carlo. Fu così che Vere e sua moglie chiesero un prestito di circa quaranta sterline alla ricca vedova svedese Emma Levin,. La vedova era a Monte Carlo con una sua amica, una certa madame Castellazzi, che non vedeva di buon occhio la coppia dei Goold. E non a torto. 

Quando Emma Levin volle indietro il prestito andò nella camera dei Goold a riscuotere il debito, ma non tornò mai nella sua stanza d'albergo, dove aveva lasciato in attesa la sua amica, madame Castellazzi. Ore dopo la donna avvertì la polizia, che trovò macchie di sangue nella camera dei Goold. Vere e sua moglie, appena partiti per Marsiglia e in procinto di tornare a Londra, vennero fermati in stazione con una grossa valigia, contente i pezzi di Emma Levine! 

Per proteggere forse la sua astuta ma amata moglie, Mr Gold confessò alle autorità l'assassinio. Vere e sua moglie vennero condannati all'ergastolo sull'Isola del Diavolo, dove l'uomo si suicidò dopo un anno dal suo arrivo, mentre sua moglie morì solo qualche anno dopo di tifo, in un carcere francese. Una storia torbida e misteriosa, che ancora fa rabbrividire per i suoi risvolti horror e grotteschi.

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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