Il Tennis ai tempi del Coronavirus

In assenza del tennis giocato, ecco cosa fanno i tennisti, tra challenge e donazioni

di Massimo Preite
Massimo Preite
(2 articoli pubblicati)

In un momento così delicato, in cui il mondo è fermo in maniera quasi surreale a causa del Covid19, tanti atleti cercano di rimanere in contatto coi propri fans ed i nostri tennisti non sono da meno. Provano ad ammazzare il tempo e a farci divertire in qualsiasi modo.

Il primo a lanciare la consueta "challenge" è  stato l'elvetico Roger Federer, che ha sfidato alcuni colleghi e non ad effettuare volée ripetute contro il muro. La risposta del numero uno al mondo il serbo Novak Djokovic non è tardata ad arrivare. 

Poi è stata la volta dello scozzese Andy Murray, che in coppia con la moglie Kim ha sfidato Roger Federer e la moglie Mirka ad effettuare cento scambi con un solo colpo: la volée. Anche in questo caso il serbo Djokovic non si è fatto pregare e ha partecipato con la moglie Jelena.

In occasione della festività di Pasqua, i membri della Novak Djokovic Foundation sono stati sfidati dal fondatore e da sua moglie a replicare una posizione di acro-yoga. 

 Le azioni dei tennisti non sono state rilevanti solo nel campo dell'intrattenimento, ma anche in quello delle donazioni.

Roger Federer e Mirka hanno donato un milione di franchi svizzeri per aiutare le famiglie elvetiche in difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria. Novak Djokovic e Jelena hanno devoluto un milione di euro alla Serbia per l'acquisto di respiratori ed infine Rafael Nadal ha promosso  una raccolta fondi insieme al grande cestista Pau Gasol, il cui ricavato è stato offerto alla Croce Rossa spagnola per l'acquisto di materiale e dispositivi medici per le famiglie disagiate.

L'affetto di Novak Djokovic per l'Italia non è un mistero. Si è allenato per tanti anni nell'Accademy di Riccardo Piatti, parla fluentemente italiano ed è grande amico di Fiorello. Quest'amore per il nostro Paese si è tradotto in una grossa donazione agli ospedali di Bergamo. A rivelarlo è stato Peter Assembergs, direttore dell'ASST di Bergamo Ovest, nel corso dell'ultima puntata di Porta a Porta. Lo splendido gesto permetterà di ammodernare e di ingrandire la shock room della terapia intensiva dell'Ospedale di Treviglio e di ampliare gli ambienti, gli impianti e le attrezzature per fronteggiare al meglio l'emergenza.

La fonte dell'articolo è l'autore Massimo Preite

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