Il buono, il brutto e il cattivo sul verde di Wimbledon

Federer, Djokovic e Nadal sono i tre giocatori che hanno riscritto la storia del tennis. Sempre pronti a superarsi, con merito di Nole, perché...

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(174 articoli pubblicati)
Day Thirteen The Championships - Wimbled

C'è ancora che considera la rivalità tra Roger Federer e Rafael Nadal la più importante e rappresentativa di tutti i tempi per il mondo del tennis. Sempre tralasciando quel Novak Djokovic che, freddi numeri alla mano, è in positivo negli scontri diretti con entrambi e destinato a superare i record dello svizzero e dello spagnolo

"Quando li sento cantare Roger, io immagino che dicano Novak". Questa è l'essenza menatale di un atleta capace di trasformare in forza anche i let's go Roger della folla di Wimbledon. Prendi da loro tutto, ma non lasciare loro nulla. E allora come si può ancora svilire e mettere dietro Djokovic quando è ancora in grado di dominare il Tour maschile in maniera tirannica e oppressiva? infischiandosene del pubblico degli stadi e dei suoi eroi, a costo di interpretare il villain della serie. 

No, ormai è arrivato il momento nella storia del tennis di mettere i Big Three sullo stesso livello, senza escludere Nole dal duopolio Federer-Nadal. Magari non avrà la grazia dello svizzero e l'atletismo dello spagnolo, ma il molleggiato più rock del tennis maschile ha altre armi dalla sua parte; un mente d'acciaio e un fisico di gomma. Dove non arriva una c'è sempre l'altro a salvare la situazione. 

Le sue scivolate sull'erba possono far rabbrividire puristi ed esteti e anche i grandi campioni della superficie (quella vera, non la proposta 2019 fatta dall'All England Club), come Rod Laver, Boris Becker, Stefan Edberg e Pete Sampras. Siamo seri, ognuno di questi quattro ultimi citati avrebbe probabilmente sconfitto in tre set e forse con una mano sola in Big Three su una vera superficie in erba, non il surrogato di quest'anno. 

Ma se Federer, Nadal e Djokovic sono i tennisti che hanno vinto più Slam in assoluto un motivo ci sarà. Sono i più forti, miti, leggende destinate a non essere eguagliate in futuro. I Next Gen devono mettersi l'anima in pace. Eppure, se la rivalità tra Federer e Nadal ha aiutato questi due grandi campioni a superarsi e migliorarsi a vicenda, l'arrivo di Djokovic ai piani alti del tennis ha rimescolato le carte. Se fino a due o tre anni fa sembrava impossibile per Nole superare i record di Roger e Rafa, ora le cose sono cambiate e il titolo di GOAT è più vicino.

Vincendo e migliorando Nole ha fatto in modo che negli anni i suoi due rivali lo prendessero davvero sul serio, fino a designarlo come loro eguale. Cercando quindi di tenerlo a bada e di migliorare i loro score. Questo ha dato vita a un triangolo fatto di match memorabili e sfide indimenticabili, per la gioia di fans, media e insider.  Se il fisico reggerà, Djokovic potrà seriamente pensare di superare quota venti Slam. Se non dovesse farcela, non ci sarebbero poi molti rimpianti. Dovesse farcela, i rimpianti li avrebbe Federer, capace di gettare al vento occasioni irripetibili, come quella di domenica. A sottolineare che anche chi si avvicina al divino in fin dei conti è sempre e solo un essere umano.

Day Eleven The Championships - Wimbledon
Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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