Australian Open 2019: il pagellone

I protagonisti de primo Slam della stagione sotto la lente d'ingrandimento; chi ha convinto e chi no

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(174 articoli pubblicati)
2019 Australian Open - Day 2

Cala il sipario sugli Australian Open 2019. Ecco il pagellone con i voti dei protagonisti del primo Slam della stagione.

SINGOLARE MASCHILE

Novak Djokovic, 10. Chiude un torneo da dominatore assoluto, annientando in finale un irriconoscibile Nadal con una facilità disarmante. Al terzo Slam consecutivo (15 in totale), stacca Pete Sampras nella classifica all-time e diviene record-man a Melbourne (7 titoli). Troppo forte per tutti, fisicamente, mentalmente e tatticamente. Un mostro.

Rafael Nadal, 9. Fino alla semifinale sembrava lui il naturale favorito per la vittoria finale. L’umiliazione patita con Djokovic rovina un torneo pazzesco. Corto, impreciso, teso; aggettivi che cozzano con la sua figura, ma su terra potrà riscattarsi.

Stefanos Tsitsipas, 8. Emule di Hyeon Chung nel 2018, il Next Gen greco ha dato prova che può esistere un essere umano in grado di giocare (perdonate il paragone scomodo) in maniera offensiva e spettacolare come Roger Federer, di cui è stato giustiziere. Deve migliorare soprattutto nel gestire la pressione. La batosta presa in semifinale contro Nadal lo ha portato alla brutale realtà, ma il futuro è suo.

Lucas Pouille, 8. Questa volta è lui il migliore della nutrita spedizione francese. Gioco esteticamente gradevole da vedere e una tigna niente male. Come Tsitsipas sbatte su un muro di gomma chiamato Novak Djokovic. Che il suo sia un semplice exploit

Roberto Bautista e Frances Tiafoe, 7. Bautista conferma uno stato di forma eccezionale, raggiungendo il suo miglior piazzamento Slam, alla soglia dei trentun’anni. Tiafoe è forse il futuro del tennis maschile americano.

Milos Raonic e Kei Nishikori, 7. Buon piazzamento e buone prestazioni, poi come al solito si sciolgono quando il gioco si fa duro. Vuoi per problemi fisici o per prestazioni altalenanti, il loro limite pare una barriera invalicabile

Roger Federer, 5. Deve mangiarsi le mani, come gli succede da Wimbledon in avanti. 12 palle break non convertite nella sfida con Tsitsipas fanno pensare a un calo di concentrazione, piuttosto che fisico. Tuttavia questa percentuale pari a zero è ridicola per chi è considerato il più forte del mondo. Tornerà dopo due anni a competere su terra. Scelta giusta?

Alexander Zverev, 4. Non ce nulla da fare. Quando sembra che sia la volta buona il tedesco viene puntualmente tradito da pressione e un gioco macchinoso negli Slam. Lento, deconcentrato, molle. Se i vecchietti della Old Gen continueranno a giocare così sarà dura. Di nuovo bastonato.

Lorenzo Musetti, 8. Corona sei mesi fantastici. La speranza è quella di non essere di fronte a un nuovo Quinzi.

SINGOLARE FEMMINILE

Naomi Osaka, 10. Incredibile la facilità con cui questa ragazza sente la palla e la spara dove vuole nel rettangolo di gioco. Fisicamente al top, tecnicamente in fase di miglioramento avanzato, ha mostrato una solidità mentale perfetta, che non si vede in nessun altro pari età (compresi i ragazzi del maschile). A ventuno anni è già leader del WTA Tour e con due Slam in bacheca. Il futuro del femminile è lei. Ma anche il Presente!

Petra Kvitova, 9. Bravissima. Recuperare il secondo set della finale è stato un capolavoro di intelligenza e cattiveria agonistica. Sconfitta a parte, il suo anno è partito al top. Su erba e sul cemento americano sarà grande protagonista.

Karolina Pliskova e Danielle Collins, 8. Pliskova ha compiuto un miracolo nel quarto contro Serena. Collins è la classica sorpresa del torneo, arrivando fin dove probabilmente non arriverà più. 

Serena Williams, 7. Ottima forma atletica e tanti, troppi rimpianti per l’occasione buttata via. Poteva vincere questo torneo a occhi chiusi, invece si starà ancora chiedendo come ha fatto a perdere il quarto con Pliskova. I miracoli però non accadono mai due volte e il record prima o poi arriverà.

Simona Halep e Angelique Kerber, 4. Alla vigilia sembravano le favorite. Fuori entrambe meritatamente.

Garbine Muguruza, 3. Il letargo ormai continua. Inesorabile.

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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