Andy Murray ai titoli di coda: cosa ci resta della sua carriera?

La conferenza stampa pre-Australian Open ha scioccato tutti i fans. Prenderne l'eredità per i tennisti di Sua Maestà non sarà semplice

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(136 articoli pubblicati)
2019 Brisbane International - Day 4

Che dolore! Una botta a freddo quella che ha dato Andy Murray a tutti i suoi fans e agli appassionati di tennis. Tutti erano estremamente curiosi di vedere il suo stato di forma agli Australian Open, dopo l'operazione all'anca del 2017 e il balbettante rientro del 2018. Niente da fare, il dolore all'anca è troppo per permettere allo scozzese di competere al massimo livello. Nessun ritorno, nessun happy ending, o almeno, non come tutti se lo aspettavano. 

Le lacrime della conferenza stampa di Melbourne erano già di per se sintomo di qualcosa che non andava. Poi ecco la verità. Se tutto andrà per il verso giusto, per usare un eufemismo, Murray si ritirerà a luglio davanti al pubblico amico dell'All England Club, sugli amati prati londinesi di Wimbledon, dove per due volte è stato incoronato campione. C'è anche il rischio che gli Australian Open siano il suo ultimo torneo, se dolore e frustrazione per il non competere al top dovessero essere insopportabili. 

Cosa ci resta della sua carriera, dunque? Dal 2008, quando si prese la ribalta del palcoscenico, la carriera da splendido perdente è stata riabilitata con la vittoria olimpica del 2012 contro Federer, il trionfo agli US Open dello stesso anno contro Djokovic e la liberatoria vittoria dell'anno seguente a Wimbledon. In quell'occasione i sudditi di Sua Maestà hanno gioito nel vedere di nuovo un tennista britannico (nel men's singles - ndr.) alzare di nuovo al cielo il trofeo, settantasette anni dopo Fred Perry. Anche se spesso lo hanno mal sopportato; britannico nelle vittorie, scozzese nelle sconfitte. 

Nel 2016 il terzo Major, sempre a Londra, la seconda medaglia d'oro olimpica, la vittoria alle ATP Finals e il primato del mondo. Traguardi non da poco, considerando che egli è stato interprete del tennis nella stessa era di Federer, Nadal e Djokovic. Molti avranno da ridire sul fatto che, con diversa forza mentale, egli avrebbe sicuramente vinto molti altri Slam. Io dico che Murray si appresta a chiudere una carriera esaltante.

Non sarà facile raccogliere la sua pesante eredità per il tennis britannico. Le speranze e la pressione ora ricadono su Kyle Edmund e Cameron Norrie, ma la sensazione è che un tennista come Andy Murray nasca ogni settantasette anni, come la leggenda di Fed Perry.

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.