Il coraggio e la follia nella corsa: l’esempio di Simona e Niccolò

Accade spesso, nonostante le cronache, che lo sport sia uno strumento di integrazione e solidarietà, e ci metta di fronte a storie speciali di persone normali

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(86 articoli pubblicati)
Simona

Oggi parliamo vita e di sport, perché a dispetto di chi dice di non riuscire a praticare alcuna disciplina (tornando magari a casa tardi dall'ufficio) ci sono persone come Simona e Niccolò La Salandra, che hanno deciso di non fermarsi, nonostante gli ostacoli incontrati nel loro cammino.

Ciao Simona, come ti sei avvicinata alla corsa?
"Per gioco, nel 2008 una collega mi ha invitato a partecipare ad una gara non competitiva di 5 km, organizzata per raccogliere fondi per la ricerca contro il tumore al seno. Ho cominciato ad allenarmi, poi per svariati motivi non abbiamo più partecipato a quella corsa, così ho deciso di partecipare ad un’altra manifestazione, che si teneva a Buccinasco, della distanza di 7 km. Ricordo che ero partita dal fondo, e piano piano risalii posizioni su posizioni, fino ad essere la prima donna al traguardo"!

Che cos’è per te la maratona?
"La maratona è speciale, è un viaggio dentro me stessa, penso che delle quarantasei maratone che ho corso, almeno quarantaquattro mi abbiano lasciato delle forti emozioni. Ognuna è legata a un momento particolare della mia vita, al mio vissuto. Correre una maratona diventa un modo per interiorizzare o valorizzare un accadimento, attraverso la sofferenza che, anche il più allenato, prova nel correre i 42,195 km".

Quale maratona hai nel cassetto dei desideri?
"Da alcuni anni c’è un salvadanaio che sto riempiendo, per andare a correre la maratona di Rapa Nui".

Se fosse un libro, la tua vita, che libro sarebbe?
"Sicuramente non un romanzo rosa! Diciamo che fino a venti anni fa, immaginavo per me una vita diversa. Poi sono stata messa alla prova, sotto un certo punto di vista, però è stata una prova da cui ho tratto molti insegnamenti. Diciotto anni fa è nato mio figlio, Niccolò, un evento importante e bellissimo, purtroppo però si è verificato un problema, durante il parto, che ha deviato completamente il corso della sua, e della mia vita".

 Parlaci dell’associazione “sei aprile duemila”...
Sei aprile duemila è la data di nascita di Niccolò, che da il nome all'associazione che per i suoi diciotto anni ho deciso di costituire, per celebrare i suoi insegnamenti e riuscire ad essere di aiuto ai ragazzi nella sua condizione, con l'ambizione, anche pensando al suo futuro, di realizzare una casa famiglia per il dopo di noi. La strada è in salita, ma le sfide sono quelle che ci portano ogni giorno ad andare avanti, ci spingono a superare gli ostacoli, ci fanno sentire vivi nonostante la fatica".  

Che cos’è per te la follia?
"Credo sia la giusta medicina che ci serve per affrontare le cose troppo serie delle vita. Nella ricetta della vita, follia qb: quanto basta".

Quali consideri grandi delusioni nella tua vita?
"Probabilmente quelle amorose. Sono arrivata a un punto della mia vita in cui credo di aver capito che più hai aspettative verso qualcuno, più la delusione è grande se le attese vengono deluse. Dovremmo, secondo me, imparare tutti ad avere meno aspettative, possibilmente nessuna. Questo da una parte ci mette al riparo da ferite, e dall’altro ci fa apprezzare di più quello che le persone vogliono e/o riescono a donarci".

Un’altra tua passione è l’arrampicata
"Si, andai in Cile per partecipare a un trekking, in quell’occasione la guida ebbe modo di parlarmi dell’arrampicata, così ci ripromettemmo che si saremmo visti in Italia, e avremmo fatto questa esperienza insieme. Tornata dal Cile decisi di prepararmi, dato che non avevo alcuna familiarità con moschettoni e imbracature, frequentando un corso. Piano piano mi feci coinvolgere sempre di più da questa disciplina, e in seguito frequentai anche un corso di alpinismo".

Supponendo che si possa rinascere, cosa rifaresti e cosa no?
"Ho sempre avuto un unico desiderio: riportare indietro le lancette dell’orologio alla sera in cui è nato Niccolò, per poter cambiare il suo destino e il suo futuro. Purtroppo non si può fare, ma stiamo andando avanti insieme nel migliore dei modi".

Simona
Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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