Volley: azzurre qualificate alla fase finale della VNL (parte prima)

Si è conclusa la fase a gironi della Volleyball Nations League 2019: un primo bilancio sulla prestazione della nazionale italiana

di Marco Chiavacci
Marco Chiavacci
(35 articoli pubblicati)
La Nazionale italiana

La scorsa settimana si è conclusa la prima parte della VNL, con la conquista della Final six da parte delle azzurre (Cina e Turchia le prossime avversarie): è tempo di tracciare un primo, parziale bilancio dell’esperienza. I macro-dati parlano abbastanza chiaro: qualificazione raggiunta con una settimana di anticipo, 11 vittorie e 4 sconfitte: due al tie-break (con USA e Cina), due a qualificazione ottenuta (con Brasile e Belgio) schierando la seconda squadra; 34 punti, 39 set vinti e 21 persi. L’anno scorso l’Italia non si qualificò alla fase finale: si piazzò sesta (10 vittorie e 5 sconfitte, 29 punti), ma fu esclusa a favore della Cina, paese ospitante.

Il bilancio “formale” è dunque senz’altro positivo (è bene ricordare che tali risultati sono stati ottenuti schierando come titolare la nostra giocatrice più forte in sole 4 partite su 15); poi qualcuno potrà discettare - ma siamo nel campo della “masturbatio grillorum” (cit. Gianni Brera) – se le vittorie (mancate) dell’ultima tappa ci avrebbero consentito abbinamenti più favorevoli alla Final six: ricordiamocelo sempre, “Noi siamo l'Italia!”. Certo, va detto che alcune squadre (ad esempio Serbia e Russia) non hanno schierato le giocatrici più forti, ma anche l’Italia ha opportunamente utilizzato la fase iniziale della VNL come occasione di sperimentazione e crescita di nuove risorse (il settetto argento mondiale è stato schierato solo contro la Cina).

Ma al di là dei risultati “formali”, queste quindici partite hanno fatto emergere altri aspetti positivi globali:

  • in primo luogo, la sensazione di una “maturità strutturale di gruppo” (non so come altro definirla), eredità evidente del Mondiale, e di una solidità di squadra complessivamente superiore, solo in parte attenuata da una certa tendenza a non imporre sempre il proprio gioco ma ad adeguarsi (nel bene come nel male…) al livello dell’avversario;
  • subito dopo, la consapevolezza, più marcata almeno per me rispetto al mondiale scorso, di disporre di un organico più “largo”, dove accanto alla prima squadra esiste un bel gruppetto di “semi-titolari” capaci di entrare in campo senza troppi problemi: Sorokaite, Pietrini e Fahr (schierate titolari rispettivamente in 9, 11 e 9 incontri) sono le note veramente liete di questa prima parte di VNL; ma anche Alberti e Orro hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione; segno di un ottimo lavoro di sistema e buon segnale per il futuro, vista la giovane età di molte di esse.

Sul piano più strettamente tecnico:

  • attacco: la percentuale complessiva di colpi vincenti in tutta la VNL è stata del 44%, e in ogni gara è stata sempre sopra il 40% (ad eccezione dell’incontro con la Turchia, dove è scesa al 30%): valori nel complesso assai positivi;
  • i muri-punto vincenti sono stati il 19% del totale dei muri, con un andamento però un po’ più altalenante nel corso delle 15 gare;
  • la ricezione si conferma uno dei punti di maggiore attenzione: le statistiche FIVB sul sito non offrono dati al riguardo, ma sia l’impressione “a corpo” che le mie rilevazioni ad hoc (nelle partite contro Giappone, Cina, Brasile e Turchia le positive e le perfette non hanno mai superato il 50-55%) convergono nel disegnare un quadro alquanto migliorabile, soprattutto per il basso numero delle perfette (globalmente il 19%, meno di una su cinque); probabile conseguenza di ciò, una distribuzione non particolarmente orientata al centro (destinatario in totale del 19% dei palloni, con valori oscillanti nelle varie partite da un minimo del 13% a un max del 23%);
  • complessivamente, su 100 punti fatti, 60 sono frutto dell’attacco, 12 vengono dal muro, 8 dal servizio e 20 da errori degli avversari;
  • non trascurabile il numero degli errori commessi: 6,4 di media per ogni set, anche se con un andamento piuttosto variegato tra le varie gare; globalmente il 31% dei punti fatti dagli avversari è a causa di un nostro errore diretto.
Fonte: l'autore Marco Chiavacci

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