VNL 2019: terza vittoria di fila per le azzurre del volley

Le ragazze di Mazzanti chiudono la prima tappa della manifestazione battendo 3-0 la Germania

di Marco Chiavacci
Marco Chiavacci
(35 articoli pubblicati)
La nazionale azzurre in una foto d39arch

Partita non entusiasmante e povera di episodi salienti, dove l’Italia supera sì la Germania in modo apparentemente netto, ma in realtà faticando più del previsto e soprattutto non mostrando progressi, ma anzi facendo qualche passo indietro in termini di qualità, e ribadendo una certa tendenza a farsi risucchiare dall’avversario senza riuscire sempre ad imporre il proprio gioco.
Mazzanti ripresenta la formazione delle precedenti partite, con la sola novità di Villani al posto di Lucia Bosetti.
 
Il primo set vede una partenza un po’ faticosa e poco precisa dell’Italia (qualche errore al servizio), resa poco problematica dalla scarsa consistenza delle avversarie; l’8-4 arriva con un bell’attacco al centro di Fahr; le azzurre continuano ad essere un po’ imbastite, calando anche in ricezione, consentendo alle avversarie di riportarsi sul 12 pari (timeout di Mazzanti: “ dobbiamo mettere qualità nel gioco !”); poi l’Italia allunga con un ace di Pietrini e alcuni begli attacchi di Villani (bella la sua diagonale stretta per il 15-12); le azzurre allungano, anche perché la Germania ci mette del suo con parecchi errori, chiudendo alla fine 25 a 19.
Il secondo parziale si apre con una bella difesa di Malinov e un successivo attacco potente di Sorokaite, che chiude un bello scambio; la Germania cresce in difesa, recuperando svariati palloni e dando vita ad alcuni scambi prolungati; un bel pallonetto spinto di Pietrini in posto 1 stile Lucia Bosetti; il 9-7 arriva con una “sette” micidiale di Fahr, ma la Germania è li, anche perche Orthmann colpisce con efficacia; poco prima del secondo time out tecnico Orro rileva una Malinov non in grande giornata; dal 19-15 le avversarie recuperano di tre punti, ma l’Italia resta di poco avanti finché un nostro errore in difesa porta la Germania sul 24 pari; alla fine le ragazze riescono a portare faticosamente a casa il parziale chiudendo con un muro-punto di Fahr.

Nel terzo set il gioco di sviluppa stancamente e con fatica, con parecchi errori (specialmente dai 9 metri) da parte di entrambe le squadre, che restano comunque vicine nel punteggio (Mazzanti al primo time out: “stiamo andando a 2 all’ora !”); un bell’attacco di Pietrini per l’11-10, un efficace muro di Alberti per il 17-14, ma l’Italia fatica molto ad emergere, anche perché cresce la quota di ricezioni “non positive”; sul 24-21 sembra fatta ma la Germania segna 4 punti consecutivi conquistando un set-point, con l’Italia che stenta parecchio a fare punto in attacco; fortunatamente un muro-punto di Nwakalor (entrata all’ultimo insieme a Malinov per il cambio della diagonale) e un errore in attacco delle tedesche consegnano alle azzurre un vittoria finale un po' stentata (27-25).
 
Più o meno sullo stesso livello (non certo stratosferico) la percentuale di colpi vincenti in attacco (40% Italia, 37% Germania); un po’ meglio le azzurre a muro, ma nel complesso non pochi errori (20 in tutto sui 68 punti totali delle avversarie, di cui ben 13 in battuta con Pietrini e Sorokaite “maglie nere”); valori non certo esaltanti in ricezione, con le positive e le perfette sempre intorno al 50%/55%, e un calo nel terzo set. A livello individuale, anche oggi una partita di sostanza per Pietrini e Sorokaite, rispettivamente con il 45% e il 39% di colpi vincenti (anche se Sorokaite ha commesso 4 errori); assai bene anche Fahr, con 6 punti su 8 attacchi e 3 muri.
 
Bene, l’Italia conclude la Week 1 della VNL facendo l’en plein di vittorie e lasciando un solo punto nel match d’esordio con la Polonia. Bilancio nel complesso positivo, sia pure tenuto conto del fatto che le avversarie non erano team di primissima fascia. Importante e utile occasione per rodare e dare spazio alle seconde leve, con alcune note assai positive: la conferma della solidità e dell’affidabilità di Sorokaite, la sicurezza e la grande efficacia di Pietrini in attacco, l’ottima prova di Fahr, che a neanche diciotto anni si è espressa con bella disinvoltura sia in attacco che a muro.

Fonte: l'autore Marco Chiavacci

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