VNL 2019, settima vittoria per le azzurre del volley con il Giappone

Con una bella prova la Nazionale italiana supera nettamente 3 a 0 il coriaceo Giappone. Domani la sfida con la Cina

di Marco Chiavacci
Marco Chiavacci
(35 articoli pubblicati)
La nazionale azzurre

Contro un avversario che in passato ci aveva messo spesso in difficoltà col suo gioco veloce e la grande tenacia in difesa, l’Italia ha sfoderato un prestazione di grandissima solidità e maturità a tutto tondo, gestendo con pazienza e lucidità le fasi di un match intenso. Mazzanti ruota ancora un po’ le titolari, schierando all’inizio Lia-Egonu, Fahr-Danesi, Bosetti/Pietrini, De Gennaro.

L’Italia parte bene nel primo set, ordinata e compatta, esprimendosi al meglio in tutti in fondamentali: così le azzurre conducono 8-4; grande scambio sul 12-8, con il Giappone che recupera in difesa palloni impossibili, ma le ragazze non si perdono d’animo e ricostruiscono con tenacia fino alla chiusura; l’Italia gioca veramente bene portandosi sul 18-11, poi qualche imprecisione e un leggero calo della ricezione consentono al Giappone di accorciare sul 19-15; ma le ragazze sono brave a tenere in pugno il set e a chiudere con Egonu (25-21) dopo l’ennesimo lungo scambio. Sugli scudi il nostro muro, 7 muri-punto nel parziale; Giappone efficace solo nelle difese di seconda linea.

Il secondo set si apre con una bella pipe di Pietrini e con un pallonetto spinto in posto 1 di Lucia Bosetti, ma il leit-motiv è lo stesso: alle tenaci difese giapponesi l’Italia oppone un gioco paziente e ordinato, che quasi sempre riesce ad aver ragione delle avversarie; ciò grazie anche a una miglior ricezione, che consente un gioco spumeggiante e mette in moto un attacco-killer; dall’’8-4 le azzurre prendono progressivamente il largo: sul 12-6 Egonu difende bene un difficile pallone, Malinov alza precisa in bagher per la stessa Paola che colpisce implacabile: standing ovation! Sul finire del set è Pietrini a salire in cattedra, prima con due potenti attacchi che portano l’Italia sul 19-12, poi chiudendo il set (25-16) con un’altra bella pipe.

Il terzo parziale è più equilibrato, con il Giappone che reagisce ed è più incisivo anche in attacco; l’Italia in questa fase è un po’ meno efficace in attacco e ha qualche passaggio a vuoto in difesa, mentre il Giappone acquista fiducia: dall’8-9 (gran primo tempo di Fahr) le orientali allungano sull’8-13; qualche buon colpo in attacco e a muro tiene però bene a galla l’Italia, che alla fine riaggancia le avversarie sul 18 pari (attacco di Sorokaite, subentrata a Egonu); Pietrini con un bell’attacco su una palla difficile firma il 19 pari; dopo alcuni cambio palla, sul 21-21 con due muri-punto di Malinov l’Italia mette la freccia; lo spettacolare punto finale è un po’ il riassunto del match: chiude Sorokaite dopo una serie di grandi difese avversarie, ma con le nostre ragazze ancora una volta brave a gestire con tenacia la situazione: 25-22 e 3 a 0!

La percentuale dei colpi vincenti in attacco dell’Italia (41%) ha risentito certamente della grande efficacia della difesa giapponese; netto il divario nei muri-punto, 16 a 3 per l’Italia; ricezione con il 54% globale di positive e perfette; il Giappone si conferma squadra non molto efficace sul piano offensivo (24% di colpi vincenti) ma che sbaglia pochissimo: 7 errori contro i 26 delle nostre ragazze; un merito in più per queste ultime riuscire a spuntarla con un avversario così tenace.
 
Ottime performance  per Egonu (soprattutto nel primo set) e per Sorokaite; benissimo anche Fahr, sia pure su volumi più contenuti; bene anche le bande Lucia Bosetti e Pietrini; Danesi regina del muro con 5 muri-punto. Eccellente partita per Malinov, che ha distribuito bene - lucida, veloce e con belle aperture - tra le sue attaccanti, e che anche oggi ha contribuito alla causa con 6 punti personali (3 attacchi, 2 muri e 1 ace) e con numerosi bei recuperi in copertura.

Molto bene, la squadra c’è, eccome, ed è anche una squadra più “larga” rispetto all’anno scorso, con basi più solide, con le “giovani” più mature e con delle “seconde linee” (le virgolette sono d’obbligo) come Sorokaite, Pietrini, Fahr che hanno dimostrato di poter stare in campo più che bene anche in gare di alto livello.

Fonte: l'autore Marco Chiavacci

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