Il mito di Pietro Mennea la Freccia del Sud campione dei 200 metri

La mia dedica è scontata col mio articolo numero 200: nessuno come lui!

di Luca Sala
Luca Sala
(201 articoli pubblicati)
Pietro Mennea

Ci sono storie italiane che diventano leggenda, una di queste appartiene di diritto ad un ragazzo del Meridione che ha fatto grande onore a tutti noi: Pietro Mennea.

Nato a Barletta in una famiglia normale diventerà speciale nello sport grazie ad una feroce determinazione  che non lo  abbandonerà mai anche nella vita .

Comincia la sua inarrestabile corsa nel 1971 nemmeno  ventenne agli Europei conquistando un bronzo nella staffetta 4x100 , classificandosi sesto nei 200, la sua innata specialità.

Bronzo alle Olimpiadi dell'anno successivo di Monaco di Baviera proprio nei 200 , dovrà attendere due anni per l'oro  europeo a Roma, pietra miliare della sua inarrivabile carriera di predestinato. Vinse pure l'argento nei 100 dove pure diceva la sua nonostante partenze a rilento  affermandosi nei successivi Giochi del Mediterraneo ed Universiadi , così come farà   agli Europei di Praga del 78.

L'anno che lo consacrerà a livello mondiale e' il 1979 con le Universiadi di Città del Messico in cui scolpirà il famosissimo 19" 72 record sui 200 per ben 17 anni che resiste comunque ancora a livello europeo.

Solo Michael Johnson nel 1996 lo migliorerà , ma non potrà mai durare tanto qualsiasi altro primato,di questo sono certo.

Pietro Mennea resta l'unico duecentista della storia qualificatosi a 4 finali olimpiche consecutive dal 1972 al 1984,  con la memorabile vittoria a Mosca  80 per due soli centesimi, insignito dell' ordine olimpico e introdotto nella Hall of Fame FIDAL!

La sua caratteristica inconfondibile resta la capacità di rimontare gli avversari bruciandoli spesso sul traguardo, risucchiandoli letteralmente.

Uomo di caratura anche fuori dalla pista conseguì 4 lauree, insegnando negli atenei universitari, fu anche politico .

Una parentesi calcistica da direttore sportivo nella Reggina,insomma colui che fu definito asceta dello sport corse veloce  in ogni occasioni morendo a soli 60 anni per un male incurabile, ma come accade solo agli eroi la sua leggenda si perpetua ogni giorno, pure quando saliamo sul treno ultraveloce  che  giustamente porta il suo nome.

Fonte: l'autore Luca Sala

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