Semplicemente pazzo di Troy, il mito che vince a 49 anni

Troy Bayliss vince nell'Australian Superbike a 49 anni, sfidando piloti che potrebbero essere suoi figli e riscrivendo altri capitoli alla sua leggenda

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(32 articoli pubblicati)
Bayliss

Dicono che i motori sono una brutta bestia, una passione che toccata con mano non ti abbandona più. Dicono che i piloti siano miti, siano figure che hanno un loro mondo fatto di adrenalina, velocità e livello di pericolo altissimo. Dicono che Marquez, classe 1993, sia un super campione. Dicono che Rossi, classe 1979, sia leggenda. Già, ma poi arriva Troy Bayliss. Bayliss non è un super campione o una leggenda. Lui è qualcosa di più.

Non ci sono aggettivi, superlativi o elogi per un "ragazzino" che a 49 anni si mette in gioco nell'Australian Superbike (e voi direte, si vabbè ma chissà chi ci corre e occhio, perché Troy ci mette poco a suonarle a Jonathan Rea) e dopo aver sfiorato la vittoria a Phillip Island nella prima gara del campionato eccolo che a Hidden Valley sigla pole position e sale sul podio nella gara. Su quale gradino? Quello più alto.

"Mi aspettavo di vincere molto prima" le parole del Mito Troy, uno che ha la Ducati nel sangue tanto da gestire la squadra in cui corre, con una Panigale 1299 Final Edition che ha in Bayliss il suo papà, uno che la sa gestire, che la sa coccolare e che vince.

Bayliss, per chi non lo sapesse, è uno che nel 2007 subisce un grave infortunio nella prima gara del Gran Premio d'Europa, con distaccamento della seconda falange del mignolo, con successiva amputazione, ma Troy stupisce il dottore dicendo: "Senta, tagliamo il dito in fretta che devo correre la seconda gara".

Dicono che i piloti non abbiano cervello, perché la loro follia rasenta l'impossibile e che sia difficile da capire cosa spinga tanta passione.
Bayliss spiega "Non è facile capire il mio cervello", con buona pace della moglie Kim che lo spinge al ritiro nel 2008, quando a Portimao la Ducati lo fa correre col gioiello che esibirà nella stagione successiva e lui vince entrambe le manche, portando a quota 52 le sue vittorie in Superbike, con tre titoli mondiali, 94 podi e 25 pole position, dichiarando poi: "Da oggi starò più a casa con la mia famiglia"...guardando però con occhi innamorati la nuova moto e aggiungendo: "Certo però...questo nuovo giocattolo..." lasciando pensare che lo spettacolo può avere sempre nuovi capitoli.

Sabato 21 luglio Troy Bayliss sfiderà a Misano Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso nel World Ducati Week, fossi in loro inizierei a preoccuparmi del "nonno" australiano. 

Bayliss
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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