Vale, non lasciar sbiadire il manifesto della tua leggenda

Considerazioni e riflessioni sugli ultimi anni della leggendaria carriera del Dottore, che forse si sta prolungando un po' troppo, a danno della sua immagine

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(102 articoli pubblicati)
MotoGp of Czech Republic - Free Practice

Vorrei essere chiaroe e premettere che in questo articolo non intendo fare facile ironia nei confronti di uno dei più grandi campioni dei motori di tutti i tempi: Valentino Rossi . Lui non è solo un pilota, non è solo un centauro, non è solo un motociclista. Valentino non rappresenta il motociclismo, lui è il motociclismo, come Muhammad Alì è la boxe, come Maradona è il calcio, come Schumacher è la F1, come Coppi è il ciclismo. Non condivido affatto l'ironia che si è scatenata sui social, in seguito alla sua caduta di domenica scorsa, che nella maggior parte dei casi, è fomentata da gente che ha tolto le rotelle alla bicicletta a quarant'anni.

Però occorre davvero fare una seria riflessione sugli ultimi anni di carriera del Dottore, che avesse vinto il titolo solo sfiorato nel 2015, gli avrebbe consentito di ottenere le chiavi dell'Olimpo, con il permesso di arredarlo a suo piacimento. Lo so che l'amarezza per l'ingiustizia subita dal binomio Lorenzo-Marquez, evidentemente in combutta perché Rossi non salisse nuovamente in cima al gradino più alto del podio iridato, ha scatenato in lui la voglia di rivalsa, e di ributtarsi subito nella mischia, per farla pagare a quei due ragazzini impertinenti e un po' scorretti, in quella occasione. Però era davvero quello il momento giusto per dire basta. Pur apparendo un paradosso, appendendo il casco al chiodo al termine di quella famigerata stagione, avrebbe chiuso da vincente, anche se solo morale, agli occhi di tutti gli appassionati, non solo dei suoi tifosi. Avrebbe ottenuto un titolo mondiale ad honorem, per una volta, Re senza corona.

Da quella stagione in poi, le cose potevano solo andare prevedibilmente peggio, e così è stato, alla prova dei fatti. Perché tutti gli dèi alla fine cadono, e purtroppo sta toccando anche a lui. Si, d'accordo, la Yamaha quest'anno è stata molto lontana dalle posizioni di vertice, non è stata certo una moto riuscita, per usare un eufemismo.

Ma la Yamaha con cui Valentino vinse il suo primo titolo, non era la moto migliore del lotto, anzi, stava riemergendo, ma molto piano, dalle paludose posizioni di fondo classifica. La realtà è che quel titolo, e forse anche qualche altro seguire, era tutto frutto del suo manico, senza se e senza ma.

Valentino oggi, purtroppo, non può più essere decisivo al punto da rendere ininfluente la scarsa competitività del mezzo meccanico. Le cose che faceva allora, quelle acrobazie, la confidenza e quella spregiudicatezza che aveva nei confronti di quella signora a due ruote, che per essere domata vuole bastone e carota, sono andate usurandosi tra gli ingranaggi del tempo che passa, e forse inconsciamente, dissolvendosi all'aria fresca, piacevole, ma invisibile dell'appagamento. La voglia no, quella lo sappiamo tutti che non gli manca, ma se bastasse la voglia per fare bene, ognuno di noi sarebbe un fenomeno nel coltivare le passioni che ci rendono lieti.

Valentino, prendi il coraggio a due mani, perché so che ce ne vuole tanto, per dire basta, ora, subito. Non trascinarti fino al 2020, tirando a campare, non sopporto i telecronisti entusiasmarsi per un quarto posto del Dottore. Ma quale quarto posto potrebbe fare di te un campione più felice? Non fare il modo che il ricordo delle tue leggendarie imprese, delle tue entusiasmanti vittorie, sbiadisca non perché non siano state importanti, ma perché si fanno sempre più lontane del tempo. Il pubblico è distratto, dimentica, anche se ti vuole bene. Soprattutto il pubblico è vendita, a parte pochi Don Chisciotte, chi segue lo sport vuole sentirsi parte delle vittorie dei propri idoli, e quando un campione non vince più, viene sostituto dal vincente di turno. 

Anche se un pochino in ritardo, sei ancora in tempo ad evitare che questo succeda, rapisci per sempre i cuori di chi ti ama, perché nessuno è più amato di chi non c'è.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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1 COMMENTI

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  1. allyounee_602 - 7 mesi

    Chi ti dice che il telecronista gioirà per i quarti posti? Può ancora vincere e stravincere se lo vuole e la Yamaha si comporterà correttamente, come non ha fatto mettendogli di fianco un pilota, Lorenzo giovane, pronto ad ammazzarsi per stargli davanti e a sostenere la rincorsa di un Lorenzo a meno 25 punti con aggiornamenti tutti nella sua direzione.

Gazzetta Fan News

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