Rivedremo il Marc Marquez che conosciamo?

Cosa è successo davvero ad un ragazzo di 27 anni nel periodo più buio della sua carriera? Vittima di errori medici o della sua stessa incoscienza?

di Alessia Rubelli
Alessia Rubelli
(3 articoli pubblicati)
MotoGP of Spain - Free Practice

 Tutti gli appassionati di motociclismo non possono che soffrire ed essere preoccupati per la triste vicenda Marquez, un calvario che sembra non avere fine e che ancora oggi è contornato da dubbi e incertezze.

Ripercorriamo brevemente le tappe: il 19/07/2020 la prima caduta, dopo uno straordinario recupero che lo aveva portato dalla sedicesima posizione al terzo posto; la diagnosi è immediata e appare chiara, frattura distale della diafisi omerale, pronti, via, inserite placche e viti in titanio.

Un’operazione invasiva, con tempi di recupero per “persone normali” molto prolungati, invece no, il pilota di punta della Honda dopo solo 4 giorni dall’intervento è di nuovo in pista a Jerez 2, non solo, segue fin da subito intensi programmi di fisioterapia, forse troppi? Premettendo che nutro molti dubbi sull’ok medico per il rientro, seriamente nessuno ha pensato a un possibile sovraccarico della placca? In caso di eventuale caduta? I danni sarebbero stati esagerati, fatto sta che dopo queste intense attività la placca cede per un semplice “incidente domestico”, il fratello Alex dichiarerà in seguito che la rottura della placca è avvenuta semplicemente dopo l’apertura di una porta… 

Niente da fare, secondo round, il 3/08/2020 Marc è di nuovo sotto i ferri, sostituzione della placca, tempi di recupero inevitabilmente prolungati, ma, sembrerebbe nulla di preoccupante. Nel frattempo El Cabroncito prosegue con la riabilitazione, è molto difficile trovare informazioni sulle attività di recupero che ha svolto, sui social compare spesso con un tutore mentre svolge attività divario genere, va in bicicletta, si rilassa con i suoi animali ecc. Però il rientro non è mai avvenuto, si pensava a un esagerato accorgimento, visto il fallimentare rientro precoce, invece il 3/12/2020 la notizia più inaspettata; il pilota dovrà rioperarsi.

Questa volta l’operazione viene svolta da una equipe di medici diversa, non prevede una “semplice” sostituzione della placca, l’osso risulta infetto, le variabili che scatenano una infezione ossea sono molteplici, un errore medico? Può darsi, riabilitazione eccessiva? Chi può dirlo, la diagnosi è però davvero impetuosa.

Il risultato finale (a oggi) vede l’ennesima sostituzione di placca, accompagnata da un innesto osseo da tessuto autologo, il tutto rischia di lasciare Marquez fuori dalla scena motociclistica per tempi molto lunghi.

Ovviamente non conosciamo le condizioni esatte dello Spagnolo, però un suo rientro prima di sei mesi, appare a oggi davvero improbabile, mi auguro inoltre che vengano prese tutte le accortezze necessarie, il classe 93’ rischia seriamente di compromettere la sua carriera, meglio un anno sabbatico che un rientro accompagnato da dolore e mediocrità?
Senza considerare che un infortunio del genere compromette il corpo a 360 gradi, la massa muscolare verrà persa abbondantemente, la condizione psicologica come sarà? Ciò che resta indiscutibile è l’infinito talento di Marc Marquez e la voglia di rivederlo in pista al 100% mi spingerà a seguire, per quanto possibile, il suo recupero passo dopo passo.

MotoGP of Spain - Race
Fonte: l'autore Alessia Rubelli

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