L’orgoglio del campione: Lorenzo vince al Mugello

Il maiorchino vince il GP d'Italia davanti a Dovizioso e Rossi, proprio dopo che la Ducati lo ha scaricato

di Primiano Papa
Primiano Papa
(6 articoli pubblicati)
MotoGp of France - Race

Era il 24 maggio e, in occasione di un evento commerciale, l'amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali ad una precisa domanda su Jorge Lorenzo rispondeva: "Lorenzo è un grande pilota che non è riuscito a trarre il meglio dalla nostra moto, è una punta di amarezza che ci rimane. Il prossimo compagno di Dovizioso sarà un pilota che porterà la squadra a lavorare in modo equilibrato e congiunto". Insomma, non esattamente le parole che vorresti sentirti dire dal tuo datore di lavoro, un due di picche vero e proprio considerando che al termine del 2018 il ricco contratto di Lorenzo con Ducati scadrà e, a quanto pare, non sarà rinnovato. Giovedì poi era arrivata la risposta di Jorge, che rinfacciava di essere un campione del mondo, non un pilota qualunque, come a volersi divincolare dalle colpe del fallimento tra il "Porfuera" e la rossa di Borgo Panigale.

Si può dire che Lorenzo si è sentito ferito nell'orgoglio, capro espiatorio di un box che l'anno scorso ha visto Dovizioso sfiorare il Titolo Mondiale e battagliare con Marc Marquez in più occasioni mentre Jorge faticava arrivando dietro anche ai portacolori del team satellite Pramac; ma quando si tocca l'animo orgoglioso di un campione (di qualsiasi sport esso sia) è doveroso aspettarsi una grande reazione.

La reazione è arrivata proprio nel GP di casa per Ducati, al Mugello, dove Jorge ha sfiorato la pole position per pochi millesimi e in gara ha compiuto un vero capolavoro guidando la corsa dall'inizio alla fine: sembrava tutto apparecchiato per la solita prestazione "in calando" dello spagnolo, al comando su gomma più morbida, controllato a distanza dal solito Marquez (poi caduto), dal sempre presente Dovizioso e dal poleman Valentino Rossi, tutti in attesa del momento giusto per attaccare approfittando del classico calo della gomma dell'avversario. Stavolta invece è andata diversamente, Lorenzo ha scelto bene e gestito alla grande la corsa, Dovizioso si è prima staccato e ha poi annaspato nel finale, con Rossi che gli è arrivato in scia sul traguardo: una condotta di gara come quelle dei tempi di Yamaha, con Jorge sempre su un binario, morbido nelle linee e concreto nella guida, oggi assistito da una Ducati forse non al 100% sua ma degna compagna di giochi che ha saputo farsi guidare a dovere dallo spagnolo. Lorenzo è andato a prendersi gli applausi della tribuna rossa a fine gara, piantando la sua bandiera nella ghiaia, e sorridente è andato a prendersi il gradino più alto del podio, consapevole che con la Ducati sarà addio a fine anno e che, come ha detto lui giovedì, correrà comunque in MotoGp il prossimo anno. Al 100%.

Fonte: l'autore Primiano Papa

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