Dovizioso: “Io e Simoncelli come cane e gatto. Rossi è l’anomalo”

Andrea Dovizioso è un pilota umile e riservato. Ma alcune sue dichiarazioni restano negli annali del Motomondiale...

di Luigi Ciamburro
Luigi Ciamburro
(50 articoli pubblicati)
Getty Images

La stagione 2017 ha acceso i riflettori su Andrea Dovizioso, da sempre un pilota tenuto sin troppo nascosto dai media. Vincere sei Gran Premi in una stagione, per giunta in sella ad una moto "complessa" come la Ducati non è impresa da tutti e per trovare un precedente bisogna risalire ai tempi di Casey Stoner. "L' exploit è esserci riuscito emozionando alla mia maniera: cioè rimanendo me stesso, senza compromessi, tranquillo, riservato, mai showman". Eppure il Dovi è uno di quei personaggi che parla poco ma sa come colpire al cuore dell'argomento. Tanto che alcune sue dichiarazioni sono rimaste negli annali del Motomondiale...

Dovizioso e Simoncelli - Il forlivese ha entusiasmato per la sua capacità di non ergersi mai a personaggio-protagonista, restando quel pilota "buono e tranquillo", "serio e preciso" che è sempre stato sin dai tempi della rivalità con Marco Simoncelli. Il loro antagonismo risaliva dai tempi delle minimoto e pochi mesi prima che il Sic morisse Andrea rimproverò pubblicamente il collega della Honda. Tanto che molti tifosi di Simoncelli inizialmente non lo vedevano di buon occhio. "E’ vero che non è sanzionabile quello che fa, ma è altrettanto vero che noi non ci sentiamo sicuri quando combattiamo... Io penso che lui abbia il senso del limite diverso dagli altri - disse il Dovi nel 2011 -. Non è che lui è uno stronzo, semplicemente ha una percezione del limite diverso. E’ inutile discutere con una persona che la pensa in un modo diverso: non è giusto o sbagliato, è semplicemente un altro modo di vedere le cose. Il problema è se perdi tempo e posizioni per il comportamento di un altro pilota: è questo il discorso".

A distanza di sei anni Andrea Dovizioso è ritornato a parlare del suo rapporto "di cane e gatto" con Marco Simoncelli, dietro cui però si nascondeva una certa tenerezza. " Non abbiamo mai legato. Però c' è stato sempre rispetto sportivo perché sapevamo entrambi quanto eravamo forti. Quando Marco morì mi accadde qualcosa di strano - ha raccontato a 'Il Giornale' -. Tieni presente che non riuscivamo ad essere amici, che neppure ci parlavamo... e invece scoppiai a piangere. Io che non piangevo mai mi ritrovai in lacrime. Per questo, prima del funerale, decisi di andare a casa sua, da sua mamma, da suo papà Paolo. Già, il papà. Con cui fin lì avevo avuto un rapporto addirittura peggiore che con Marco. Ricordo quel giorno, eravamo uno di fronte all'altro e ci guardavamo e capivamo. Per la prima volta comprendevamo che per anni ci eravamo visti in modo distorto per via della competizione e della rivalità... E da lì è nato un bel rapporto. È incredibile come la vita ti spinga a incaponirti su convinzioni sbagliate... E io, ora, ripensando a tutto ciò che era successo prima, vedo Marco completamente diverso da come l'avevo vissuto. Solo che è troppo tardi".

Dovizioso e Rossi - Un 'odi et amo' di catulliana memoria che ricorda un po' il suo rapporto con Valentino Rossi. Mai veri amici, mai nemici, lontani perché costretti a restar tali per quel "mondo blindato" che si è dovuto costruire il campione di Tavullia. "Vale è tante cose. Lo si può amare o odiare ma ha attirato e appassionato milioni di fan. Lui è l' anomalo che ogni tanto viene fuori nello sport. È il Tomba dello sci, è il Bolt dell'atletica. Ha cambiato e condizionato il nostro mondo e quando hai la forza di condizionare, significa che di quel mondo sei il re". Solo pochi mesi prima le sue parole erano state più gelide nei confronti del Dottore, tanto da fare subito il giro dei media: "Io amico di Valentino Rossi? Con Rossi non ho troppo rapporto, non perché ci sia qualcosa che non funziona, ma perché Vale è diventato talmente importante nel mondo che secondo me si è dovuto isolare, si è fatto il suo gruppo... La gente attorno fatica ad avvicinarsi a meno che non sei uno del suo team o del suo gruppo, per avvicinarti dovresti un po' 'leccare il c...', ed è un peccato perché credo che abbiamo molti aspetti simili".

Fonte: l'autore Luigi Ciamburro

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1 COMMENTI

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  1. antgean619 - 10 mesi

    mia personale previsione 2018 : MM93 da battere ma l’unico che potrebbe farcela è Zarco con una M1 ufficiale. Ducati tornerà a vincere con fatica uno o due gp .

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