Capitan Valentino sulla nave Yamaha in balia della tempesta

Yamaha affida a Valentino Rossi lo sviluppo della YZR-M1 2018 per traghettarla fuori dai problemi riscontrati nella stagione 2017 e nel day-3 di Sepang

di Luigi Ciamburro
Luigi Ciamburro
(50 articoli pubblicati)
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Yamaha sembrava aver cominciato la stagione 2018 verso la giusta direzione, ma dopo il terzo giorno di test a Sepang i nuvoloni grigi sono ritornati all'orizzonte. Il team Movistar viaggia verso la Thailandia con il profumo di quel mare in tempesta con cui ha dovuto convivere l'anno scorso, in balia dell'usura del posteriore e di un telaio incapace di adattarsi al nuovo anteriore Michelin inaugurato al Mugello.

Si arriva a Buriram con la certezza di un nuovo propulsore V4 che piace sia a Valentino che a Vinales. Ma aleggia ancora l'incognita telaio: sarà un'evoluzione del 2016, non un ritorno al passato, ma un telaio inedito che prende ispirazione da quello utilizzato da Zarco nella passata stagione e che mette definitivamente da parte quello del 2017. Ma ancor più servirà mettere mano alla centralina elettronica Magneti Marelli, pur sapendo che in questo campo Ducati e Honda sono un passo avanti, essendo riusciti ad assicurarsi i cervelloni dell'azienda di Corbetta.

Per intravedere la luce in fondo al tunnel Maio Meregalli ha affidato lo sviluppo della YZR-M1 nelle mani di Valentino Rossi. Sarà lui il nocchiero che dovrà tirare il team fuori dal mare in tempesta, forte di un'esperienza ultraventennale. Troppo giovane e inesperto Maverick per poter dettare le coordinate. D'altronde nella scorsa stagione lo sviluppo era stato lasciato a lui con i risultati che ormai sappiamo. Ma i risultati dei test invernali e le prime due vittorie in campionato avevano illuso gli uomini di Iwata. Come dargli torto? Eppure il Dottore aveva sempre mostrato perplessità sull'assetto della moto, anche quando il vento era a favore.

Una nota a margine merita anche il capitolo contratto: affidare lo sviluppo della M1 al pesarese è un altro segnale di un imminente rinnovo di contratto tra il pilota e la squadra nipponica. D'altronde in casa Yamaha regna un certo malumore per certe dichiarazioni di Johann Zarco che ha ammesso di voler guidare come Jorge Lorenzo tornando al telaio 2016. Basta poco per precludersi l'accesso ad una moto ufficiale...

Fonte: l'autore Luigi Ciamburro

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