Zeltweg 2018, l’incertezza della Formula 1

Perché la Formula 1 riesce ancora emozionare gli appassionati.

di Daniele Marini
Daniele Marini
(2 articoli pubblicati)
Ferrari-Formula-1

Tutto quello che non ti aspetti e tutto quello che avrebbero voluto vedere... almeno i tifosi del Cavallino

Il weekend austriaco è l'essenza dello sport motoristico per antonomasia, colpi di scena a non finire ed incertezza sino alla bandiera a scacchi. Eppure lo start aveva lasciato presagire una gara già delineata, con le Mercedes troppo forti per la concorrenza e gli altri a lottare per il terzo gradino del podio, cercando di limitare i danni. 

Complice una virtual safety car inaspettata (tanto criticata in passato, ma mezzo "curioso" per spostare gli equilibri di gara) e pneumatici con evidente blistering su quasi tutte le vetture, il Gran Premio si è trasformato in un'altalena di emozioni che vorremmo sempre vedere ad ogni fine settimana.

Le Red Bull,che avevano iniziato con un venerdì da dimenticare, lontane dai primi posti sia sul giro secco che sul passo gara, sono risorte miracolosamente (o perlomeno lo ha fatto con l'olandesino volante), portando costantemente un ritmo gara invidiabile.

Le Ferrari, dopo un sabato "penalizzante", sopratutto per il povero Seb Vettel, che ha dovuto subire un arretramento di 3 posizioni sulla griglia, sono riuscite a strappare un doppio podio con conseguente salto in classifica nel mondiale piloti e costruttori, relegando le Mercedes al secondo posto (e dire che forse con una partenza migliore si sarebbe potuto anche fare di più!).

E le Mercedes (e qui siamo alle note dolenti), che tra venerdì e sabato avevano dato un chiaro messaggio d'imbattibilità a tutto il Circus; ma la F1 è imprevedibile, o almeno abbiamo capito che ancora lo è.

Gli aggiornamenti portati dalla scuderia tedesca sembravano proprio del tutto azzeccati; prima fila conquistata e grandi sorrisi ai box (con un Lauda al solito gongolante). Ma la gara è stata tutta un'altra storia, che per altro non si vedeva dal 1955, ultimo doppio ritiro per la casa di Brackley.
Nuove pance più rastremate, ulteriori cavalli di potenza ed aggiornamenti aerodinamici vari, non sono bastati ad uccidere questo campionato del mondo. No, perché la F1, lo dimostra la storia, ha sempre in serbo sorprese inaspettate; le inarrestabili, veloci e indistruttibili Mercedes AMG questa volta si sono dovute arrendere, "si sono accostate entrambe a destra" come direbbe il team principal Ferrari Maurizio Arrivabene.
Quando si è costretti a spingere al massimo per superare gli avversari, quando è necessario provare a superare i propri limiti, magari rischiando, per stare davanti a tutti, la Formula 1 riacquista l'essenza che l'ha contraddistinta da quando è nata: sviluppo costante per andare più forte degli altri. Ed è proprio in questo contesto che l'incertezza del risultato prende vita.

Ora viene il bello, e non siamo neanche a metà stagione. Siamo convinti che Mercedes ha il potenziale per curare l'affidabilità (i tedeschi non tradiscono mai) ma siamo anche sicuri che gli altri non staranno a guardare...ed è, al momento, l'unica cosa di cui siamo certi in questa pazza e di nuovo incerta F1.

Fonte: l'autore Daniele Marini

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