Verso la nuova Ferrari, sogni e incubi per il 2020

Si presenta la nuova Ferrari, dal missile di Lauda alla papera di Prost, arrivando per sua Maestosità Schumi. Un titolo che manca già da troppo

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(88 articoli pubblicati)
Leclerc e Vettel

Kimi Raikkonen è ancora in griglia. E' lui l'ultimo campione del mondo della Ferrari, annata 2007, ben 13 anni fa. Certo, niente è a confronto tra il Jody Scheckter del 1979 e il Michael Schumacher del 2000 ma poco ci manca.

La Mercedes ha già anticipato i tempi di presentazione, il primo piccolo messaggio che loro arrivano sempre per primi, con la semplicità di Toto Wolff che mette già le mani avanti per un nuovo dominio.

E la Ferrari SF1000?

Presentazione a Reggio Emilia, nella serata dell'11, obiettivo minimo far meglio dei 3 gran premi vinti nel 2019 con la SF90, calmare i due "galletti" Vettel e Leclerc e metter fine all'egemonia della casa di Stoccarda e festeggiare quel 1000 che equivale alle corse disputate in Formula Uno, traguardo che arriverà in Canada o in Francia (o Cina se questa corsa non verrà cancellata o posticipata).

Difficile, quasi impossibile, perché le vetture 2020 non si discosteranno troppo da quelle 2019, con la Ferrari che si perde a metà annata puntando più sul super motore e tralasciando effetti aerodinamici che poi si riveleranno fatali, oltre, e non è poco, alla guerra interna tra piloti.

Che vettura sarà?

A Maranello è la storia che parla, dai trionfi di Ascari al 1975 con Lauda che riporta il titolo in rosso dopo 11 anni, arrivando poi al 1979 di Scheckter e la sua 312 T4 e infine al re Schumacher e quella F1 2000 che tanto sa di gloria e nostalgia.

Non solo trionfi in rosso, pensando a ciò che poteva essere Gilles Villeneuve e il suo mix tra talento e follia, a quell'Ayrton Senna sognato sempre in Ferrari e che il fato ha negato nel 1994, alla delusione dei campioni del mondo che non riescono a ripetersi col Cavallino Rampante, da Prost (e la sua vettura a muso di papera) ad Alonso, alla beffa di Massa nel 2008, all'incostante e troppo emotivo Vettel, a Leclerc che fa sognare ma che appare ancora inferiore rispetto allo strapotere della Mercedes.

I rumors 2020 parlano di numeri bianchi e omaggio nella livrea al già citato Villeneuve, una particolare versione del Tricolore, vernice opaca per risparmiare sul peso, un rosso più scuro, con un'aerodinamica che tenterà di farla andare forte in curva, dove in determinati circuiti prendeva anche 1" di distacco dalla Mercedes.

 Vincere con la Ferrari è tutto, è la marea rossa che invade il circus, è qualcosa che gran parte del tifo automobilistico chiede e che dal 2007 attende ancora di stappare lo champagne, con buona pace del potere teutonico.

Villeneuve
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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