Re Lewis, 92 vittorie per riscrivere al storia

In Portogallo Lewis Hamilton ottiene la vittoria numero novantadue e diventa il pilota più vincente della Formula 1

di Piergiorgio Danuol
Piergiorgio Danuol
(4 articoli pubblicati)
Hamilton fa 92

Nel 2007 è iniziata l'era Hamilton ed oggi dopo tredici anni stiamo parlando di uno dei più forti piloti di tutti i tempi; se non il più forte di sempre senza dubbio il più grande della sua epoca; è sempre difficile fare paragoni tra sportivi di epoche diverse, i Senna, i Prost, gli Schumacher, i Lauda ed altri campioni del mondo sono agli stessi livelli di Lewis Hamilton, ognuno con le proprie doti e con avversari diversi ma accomunati dalla stessa classe, bravura, abilità. Spesso si sente dire "Hamilton non ha avversari", "ha una macchina imbattibile", tutto vero ma altrettanto vero che pure Senna con la McLaren o Schumacher con la Ferrari avevano delle monoposto superiori agli altri; senza dubbio la Mercedes è la macchina perfetta per eccellenza, aerodinamica, prestazioni, velocità, stabilità, affidabilità, caratteristiche che ne fanno della scuderia di Stoccarda la migliore in assoluto dal 2012 ad oggi, una power unit che non conosce difetti. Alla guida c'è un pilota che trasforma tutto ciò in autentici capolavori, novantadue vittorie, novantesette pole position, sei mondiali, sono solo alcuni numeri che fanno di Lewis Hamilton uno dei migliori piloti di sempre. Iniziò la sua avventura nel paddock nel 2007, in McLaren alla corte di Ron Dennis; al primo anno ottenne subito vittorie e pole position tanto da "perdere" il mondiale per un solo punto. L'anno seguente si rifece e vinse il suo primo mondiale, all'ultima gara in Brasile beffò Felipe Massa; nel 2013 la grande decisione di lasciare la casa madre ed approdare in Mercedes al posto di Michael Schumacher, una monoposto che ancora non era ai livelli attuali. Nonostante tutto ottiene la prima vittoria in Ungheria ed arrivò quarto nella classifica mondiale. Nel 2014 il primo mondiale con la scuderia di Stoccarda, 384 punti e batté il compagno di squadra Rosberg. Bis nel 2015 mentre nel 2016 deve arrendersi dopo il ritiro in Malesia ma poi dal 2017 al 2019 si laurea campione del mondo arrivando a sei titoli mondiali e con l'obiettivo del settimo per eguagliare Michael Schumacher. Personaggio dentro e fuori dal paddock, coinvolto in iniziative contro il razzismo ed a favore della sostenibilità ambientale, un uomo con le proprie paure e dubbi ma quando abbassa la visiera del casco viene fuori quella fame di vittorie che lo fanno apparire un pilota con superpoteri. Un pilota imbattibile nel giro "secco" come lo era Ayrton Senna, il suo idolo, abile nella guida sul bagnato, duro nel duello corpo a corpo, "maniacale" nella ricerca della perfezione della proprio monoposto come lo era Schumacher, tre piloti che hanno fatto la storia del motorsport e che Lewis la sta riscrivendo con numeri impressionanti. Nel 2006 con l'ultima vittoria di Schumacher in Cina pochi immaginavano che qualcuno riuscisse a superare i numeri del tedesco e invece il ragazzo cresciuto in un sobborgo di Londra anno dopo anno è riuscito non solo a raggiungerlo ma addirittura a superarlo, prima con le pole position ed ora con le vittorie, tra non molto anche per numero di mondiali vinti. I vari Alonso, Rosberg, Bottas si sono dovuti arrendere al compagno di squadra, troppo forte per poter immaginare di competere all'interno della scuderia, un po' alla volta si sono arresi difronte alla classe del campione inglese. Ora passeranno altri decenni prima che qualcuno riesca quantomeno a insediare i numeri di Lewis, oggi celebriamo questo campionissimo indipendentemente dalla fede sportiva, la Ferrari resta la bandiera italiana, Schumacher il pilota più vincente del Cavallino ma non essere obiettivi e riconoscere ad Hamilton la propria superiorità nell'era ibrida sarebbe poco sportivo, anzi molti ferraristi e Lewis per primo vorrebbero vederlo chiudere la carriera con la Rossa di Maranello. Il padre di Hamilton, Anthony, fu suo manager fino al 2010 e fece di tutto per permettergli di correre, Ron Dennis lo portò dodicenne in McLaren, Toto Wolff in Mercedes nel 2013, tre uomini a cui Lewis dirà per sempre grazie.

Fonte: l'autore Piergiorgio Danuol

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2 COMMENTI

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  1. KARL - 1 mese

    Ottimo commento. curriculum descritto dettagliatamente e con precisione. Confronti sempre equilibrati, mai di parte e faziosi. Lettura fatta tutta d’un fiato, scorrevole e piacevole. Complimenti

    1. pier1975 - 4 settimane

      Grazie mille, tifosissimo di Hamilton ho cercato di non essere di parte!!!

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