Perché oggi abbiamo (quasi) tutti tifato per una Mercedes

George Russell sostituisce Lewis Hamilton nel GP del Sakhir 2020 (e lo fa da fuoriclasse)

di Debora Pozzi
Debora Pozzi
(1 articoli pubblicati)
Fonte George Russell IG

Penultima battuta finale per la F1, che questo week end ha un sapore tutto diverso, perché sulla pantera nera numero 44 non c'è Hamilton, re indiscusso di questa stagione, ma un giovane ragazzo che fino a oggi ha dovuto lottare nelle retrovie.                                                                            

George Russell, 22 anni, Campione di F2 2018 e attuale pilota per la Scuderia Williams, oggi ci ha fatto sognare. E forse oggi (quasi) tutti hanno un po' tifato per quella Mercedes numero 63.     

Dopo un venerdì di prove libere brillanti e una qualifica al secondo posto dietro al rivale Bottas solo di 26 millesimi, le aspettative per questa domenica di gara erano molto alte. E nonostante la pressione, Russell non ha sbagliato una virgola. Ha tenuto testa a Bottas posizionandosi subito davanti al compagno e tenendolo a bada per molti giri.

Poi quel tremendo errore dei meccanici che montano a George le gomme sbagliate durante un pit stop e che lo costringono a un'impresa di rimonta, riportandosi in P2, sempre davanti a Bottas. Ma la fortuna non è dalla parte di George; una foratura lo costringe a un pit stop e al rientro è ormai fuori dalla zona punti all'ottantesimo giro. Poco importa il recupero di alcune posizioni che lo portano a punti e il punto guadagnato col giro veloce, perché l'amarezza di George è immensa.

E anche quella di noi appassionati, perché davanti a un talento come quello dimostrato dal pilota inglese non conta il tifo: oggi sul podio ci sarebbe piaciuto vedere quella Mercedes numero 63.

Un talento davvero indiscusso il suo, che in questo week end ha potuto brillare grazie alla vettura giusta; George ha infatti dimostrato un'impressionante costanza durante tutti gli 87 giri, non ha commesso nessun errore, nessuna sbavatura, si è adattato in tre giorni a una monoposto sconosciuta ed è riuscito ad estrapolarne il meglio.

Che peccato quel pit stop, che peccato quella foratura.

Ma caro George, questo per te era solo l'inizio; la tua bravura non è passata inosservata e oggi, probabilmente, nella sfortuna e negli errori, abbiamo scoperto quale sarà il futuro della Mercedes.

E in quel futuro c'è il nome di George Russell. 

Fonte: l'autore Debora Pozzi

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