Monza a due facce per la Ferrari: Vettel cede il testimone a Leclerc?

Il GP d’Italia 2019 ha consacrato il giovane Leclerc ma lascia molti dubbi in Ferrari sulla tenuta di Vettel

di Marco Coricelli
Marco Coricelli
(6 articoli pubblicati)
Leclerc - Vettel

Straordinario Leclerc, magistrale Leclerc, fenomeno Leclerc, il predestinato Leclerc. Dopo la vittoria del GP di Monza non si fa che parlare del talento del giovane pilota monegasco della Ferrari. E non è sbagliato. Il 21enne alla sua prima stagione in Ferrari (e seconda in F1) ha ottenuto 2 vittorie di fila sui due templi intramontabili del Circus: Spa e Monza. Inoltre la Ferrari era da 9 anni che ormai andava in crisi sul circuito di casa, non vinceva dai tempi di Alonso. Già proprio Alonso, il suo nome non lo tiro fuori a caso e ne parleremo tra poco. Perché se da una parte ora sono tutti pazzi per Charles, dall’altra c’è un pilota che pian piano si sta spegnendoSebastian Vettel. Il testacoda alla Variante Ascari e il successivo rientro in pista da disperato folle la dicono lunga sul momento che sta passando il tedesco. Ma è un momento che ormai dura da più di 1 anno. Il 4 volte campione del mondo sembra essersi perso per strada, dalla seconda metà del 2018 non ha fatto che commettere errori. Basti pensare come la discesa di Vettel l’anno scorso abbia invece rimesso in vita il compagno di squadra Kimi Raikkonen (che a fine stagione avrebbe comunque cambiato aria). Il momentaccio di Vettel lo possiamo notare anche andando a contare i punti-penalità rimediati dal tedesco nell’arco di 12 mesi. Ora sono 9 e a 12 scatta la squalifica per 1 GP.   
Ma cosa sta succedendo al pluricampione del mondo? Perché ho ancora in mente la sua prima vittoria con la Toro Rosso nel 2008 proprio a Monza. Ricordo un giovane pilota tedesco, freddo, implacabile che molti iniziavano ad accostare al Kaiser Michael Schumacher11 anni dopo di quel pilota sembra esser rimasto molto poco e quella pista è diventata un incubo. Ho chiamato in causa Alonso prima. Già perché come lui Vettel sembra subire la crisi del 5° anno in Ferrari.

Quando guidi per la Ferrari non guidi per un semplice top team, ma per una leggenda dell’automobilismo e della Formula 1. E’ possibile immaginare un campionato senza Mercedes, senza la RedBull, senza la Renault, ma provate a immaginare una Formula 1 senza la Ferrari: è praticamente impossibile. E quando corri per questa Scuderia corri per vincere, sempre. E allora 5 anni di lotte continue, alla ricerca di quel titolo che non è mai arrivato devono aver portato il #5 allo sfinimento (come era successo per Fernando Alonso). Bisogna puntare allora sul "predestinato"? Su Charles?

 Il fatto è che il mondiale 2019 ormai è nelle mani di Hamilton. Charles e Sebastian non hanno più nulla da perdere. Vettel dovrebbe usare le gare rimaste per ritrovare sé stesso e convincere la Ferrari che può ancora puntare su di lui. Solo così può tornare in forma per il 2020. 

Ma se il pilota tedesco da qui in avanti non riuscirà a mettere una pietra sopra sugli ultimi 12 mesi e a ritrovare la lucidità e la freddezza di un campione del mondo, la scelta di prima guida per la Rossa di Maranello potrà essere solo una

Fonte: l'autore Marco Coricelli

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