Max Verstappen: quando la pressione soffoca il talento

Il giovane olandese non ha certo brillato nelle prime due uscite stagionali. Tanti errori e un feeling ancora acerbo con la sua RedBull

di Rico Fanti
Rico Fanti
(8 articoli pubblicati)
Max Verstappen

Max Verstappen si è perso. In una stagione partita forte, l'assenza dell'olandese dalle prime posizioni sta facendo parecchio rumore e non può passare inosservata. Soprattutto alla luce delle dichiarazioni in pompa magna che la scuderia austriaca ha speso in lungo e in largo per tutto l'inverno. "Vogliamo vincere il mondiale con Max e aprire insieme un ciclo vincente". C'era andato giù pesante Helmut Marko, affiancato nella base operativa di Milton Keynes dal genio Adrian Newey e col quale già brindava alla nascita di una vettura apparentemente imbattibile. 

In effetti le premesse non erano così male. Fin dai primi giorni di test a Barcellona infatti, la nuova RB14 aveva sorpreso tutti per due cose: carico aerodinamico e telaio. Ma fino a qui nulla di nuovo, anche nell'ultima parte della stagione 2017 la macchina era sembrata sullo stesso livello di Ferrari e Mercedes (salvo poi prendersi puntualmente un disavanzo di 30 km/h in rettilineo). Bella ma non balla, si sarebbe detto. Quindi l'attenzione era tutta sulla Power-Unit e Renault - vedesi le recenti prestazioni di Hulkenberg e Alonso fra Australia e Bahrain - su questo è sembrata dare buone garanzie.

E allora perché i due piloti (a detta di tutti la miglior coppia della griglia 2018) hanno racimolato appena 20 punti e non figurano nemmeno tra i primi cinque della classifica generale? Per spiegare il problema non basta sottolineare gli errori, comunque pesanti, che entrambi hanno commesso nelle prime gare. Bisogna andare più a fondo, scavare nella loro psiche per trovare qualche risposta utile. Se Ricciardo ha perso fiducia in se stesso e nel team dopo le dichiarazioni pro-Max (tanto da proiettarlo a uomo mercato per la prossima stagione), lo stesso non si può certo dire del suo giovane compagno.

Torniamo proprio sul baby fenomeno. Appena due anni fa vinceva il suo primo Gran Premio al debutto in Red Bull dove era stato promosso a sfavore di Kvyat. Oggi invece sembra essere finito in un vortice di aspettative e pressioni che stanno strozzando il suo talento. Da quando la scuderia ha deciso di promuoverlo definitivamente a prima guida - concentrando ufficialmente tutti i sogni di gloria su di lui - Max ha smesso di brillare. Il suo estro è stato intrappolato in una versione più conservatrice e meno cinica. Ma siamo sicuri che così facendo non si finisca per snaturarlo?

Ultime prestazioni alla mano, il dato confermerebbe questa tesi. Verstappen si sente pronto per contendere il titolo a Lewis e Sebastian ma non dispone ancora di una sufficiente tranquillità mentale in grado di guidarlo in certi frangenti decisivi. Eccolo allora surriscaldare troppo le gomme e finire in testacoda all'inseguimento di una Haas o andare a muro il sabato dopo in qualifica. Distrazioni che in un processo di crescita vanno messe in conto, ma che nascono probabilmente dalla grande attesa nei confronti di un ragazzo in cui tutti vedono un futuro da numero uno assoluto.

Fonte: l'autore Rico Fanti

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