Lettera di un giovane ferrarista a Fernando Alonso

Il saluto a uno dei più grandi personaggi della Formula 1 moderna

di Carlo Stucchi
Carlo Stucchi
(1 articoli pubblicati)

Caro Fernando,

nel giorno del tuo ritiro dallaF1 voglio dedicarti un pensiero, qualcosa che viene dal profondo e che rifletta tutto quello che mi hai fatto provare negli anni del Cavallino rampante, che non si dimenticherà facilmente. La notizia del tuo ritiro è giunta fragorosa nel cuore di tutta una comunità, perché segna ufficialmente la fine di un mito, una delle figure più importanti della Formula 1 moderna. I tuoi anni più lucenti sono stati sicuramente quelli in Renault, quando, molto giovane, hai sconfitto per due anni consecutivi una leggenda come Schumacher, infrangendo proprio i cuori di quella comunità che oggi ti ammira moltissimo. Questo fa capire il segno che hai lasciato. Lo sport, come la vita, è imprevedibile e ciò ne è la dimostrazione.

Otto anni fa il tuo approdo in Ferrari … pronti via ed è subito vittoria, in Malesia. Già da quella gara fu tutto ben chiaro: un team, un popolo, amareggiato da due anni di sconfitte, si rinvigorisce sotto i colpi del tuo carisma e della tua tenacia. Il culmine della gioia raggiunto lo stesso anno, con la vittoria a Monza. Lì hai capito cosa significasse per la Ferrari vincere in casa propria. Una folla che ti acclama, sventolando quello stemma … un ammasso rosso che gioisce solo per te. Mi hai conquistato così, Fernando, e da lì ti sono sempre rimasto grato. L'annata si è conclusa nella maniera peggiore, un mondiale già vinto, perso incredibilmente all'ultima gara a causa di un errore di valutazione del team al muretto. Quella frase detta dal tuo ingegnere: "Devi usare tutto il tuo talento", risuona ancora dolorosa nella testa di chi quel giorno era pronto a festeggiare. Proprio in quell'occasione però fu tutto chiaro, fu chiaro come il mondo Ferrari ormai appoggiava completamente su di te, come aggrapparsi ad un pilastro portante durante il terremoto. Quello sì che è stato un terremoto intenso, di brividi ed emozioni, una tempesta che ha distrutto il sogno di molti.

Il tuo talento non bastò … Vettel vinse il suo primo mondiale, fu il pilota più giovane a conquistarlo, battendo il fenomeno (esattamente come facesti tu con Schumacher). È difficile per me ripercorrere le emozioni di quel giorno, quando il barlume di speranza di rivedere la Rossa sul tetto del mondo si spense definitivamente. Da lì fu di nuovo buio. Gli anni seguenti hai lottato come un leone pur di riportarci di nuovo a vivere tutto ciò, sei riuscito con grinta e intelligenza a colmare una differenza di prestazione con la RedBull, che a tutti sembrava imprendibile.

Proprio con questo spirito due anni dopo hai infiammato nuovamente il popolo rosso. Ma anche in quell'occasione fu tutto vano. Nuovamente all'ultima gara, ma questa volta serviva un miracolo. Ma tu Fernando, ai miracoli ci hai abituati, eccome. Pronti via e dopo due curve sei già terzo (dopo una partenza in quarta fila) e il tuo rivale (Vettel di nuovo), superato alla seconda curva, viene colpito, si gira in testa coda e finisce ultimo con la macchina danneggiata. Idillio e speranza arsero assieme in me. Ma anche questa volta, ancora una volta, fu tutto vano. I sogni si scontrano sempre con la realtà e purtroppo non sempre ne escono vincitori. La RedBull rimontò fino al sesto posto, sufficiente per rendere Vettel campione del mondo. Questa volta non per un errore ma, attonito, ho assistito alla superiorità dell'avversario e mi sono rassegnato. Nonostante una vettura inferiore, non ti sei mai perso d'animo, hai lottato sempre fino all'ultimo.

Mi hai regalato la speranza e questo non lo dimenticherò facilmente. A questo sport mancheranno la tua grinta, il tuo carattere e il tuo carisma. Doti che hanno mostrato come non si tratta solo di aver la macchina più forte, ma la testa che la comanda e il cuore che pulsa possano spingere una vettura ben oltre i limiti del suo motore, oltre i confini della logica e scontata conseguenza, dove si apre il mondo dei sogni e delle emozioni. Grazie di tutto Fernando, sei un campione vero.

Carlo

Fonte: l'autore Carlo Stucchi

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