Leclerc o Vettel: su chi punterà la Ferrari adesso?

Dopo il trionfo monzese di Leclerc la leadership di Vettel sembra essere sempre più incerta.

di Francesca Manes
Francesca Manes
(2 articoli pubblicati)
Foto AG ALDO LIVERANI SAS-ONLY ITALY

Come da tradizione a Maranello sventola la bandiera della vittoria. La Ferrari però torna da Monza con un bilancio da bicchiere mezzo pieno. Alla vittoria di Charles Leclerc fa da contraltare il triste risultato di Sebastian Vettel. Un risultato che pone nuovi interrogativi sul futuro del tedesco e sulle gerarchie in casa Ferrari. 

Partito dalla quarta casella, Vettel è riuscito a chiudere soltanto tredicesimo e per giunta doppiato a causa di un errore commesso al sesto giro. Forse per troppa foga, il pilota tedesco si è girato alla Variante Ascari mentre rincorreva il gruppetto di testa. Un erroraccio a cui ha fatto seguito un altro ben più pericoloso. Finito sull’erba decide di rientrare subito in pista rischiando così di essere centrato dalla vettura di Lance Stroll, sopraggiunta proprio in quel istante. Incidente sfiorato per miracolo e 10 secondi di penalità. Una gara disastrosa di fronte alla quale Sebastian Vettel non ha cercato inutili giustificazioni, ammettendo con franchezza le proprie responsabilità.

Si è trattato di un mio errore ed è per questo che non posso che essere deluso. (…) Continuo ad amare il mio lavoro ma è evidente che quando fai le cose male, e invece sai di avere il potenziale per farle bene, non puoi essere soddisfatto di te stesso.

L’errore di Monza è soltanto l’ultimo atto di un periodo non felicissimo per il pilota tedesco. Dopo il gran premio d’Italia, sembra essersi aperto un vero e proprio caso Vettel. Sergio Marchionne aveva definito Sebastian Vettel “un tedesco dal temperamento meridionale” facendo riferimento al lato emozionale particolarmente accentuato del pilota. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum dicevano i latini. L’errore fa parte della natura umana, ma la sua reiterazione non è considerata accettabile, soprattutto in F1. La scorsa domenica, ancora una volta, è emerso quel punto debole che tanto penalizza Vettel nei momenti che contano. Quando la pressione è tanta, Vettel sbaglia. Al contrario, Charles Leclerc sembra essere in grado di resistere ad alti livelli di stress. 

La buia notte di Sebastian Vettel è iniziata già dallo scorso anno. Nella passata stagione, errori come quelli di Hockenheim e Baku sono costati cari alla Ferrari. Quest’anno si può citare il testacoda in Bahrein, il tamponamento a Silverstone e infine Monza. Non può non essere ricordata la penalizzazione in Canada che certamente non ha giovato all'umore del pilota. Non sono mancate però gare ben disputate, come il terzo posto in Cina o il secondo a Monaco. Tuttavia, a pesare sono sempre gli errori che risaltano ancora di più di fronte ai brillanti risultati del “giovane favoloso” Charles.

Il ventunenne monegasco fin qui ha ottenuto ben quattro pole (Bahrein, Austria, Belgio e Italia) e due vittorie. In classifica generale, ora Leclerc ha superato il compagno di squadra ed è a sole due lunghezze da Max Verstappen. Di fronte a queste evidenze pare quasi scontato asserire che le gerarchie in casa Ferrari siano ormai irrimediabilmente cambiate. Stando a molti media, lo switch da prima a seconda guida sarebbe già avvenuto nei fatti. 

È difficile dire se la Ferrari abbia intenzione di declassare Vettel nell'immediato, ma è evidente che la Scuderia punterà sul pilota che si dimostrerà più forte in pista. Se il trend negativo di Vettel dovesse proseguire, per la Scuderia Ferrari sarà una scelta logica e naturale puntare sul Leclerc per provare a battere l’egemonia di Lewis Hamilton e della Mercedes. Tuttavia, Vettel sarà pilota Ferrari anche nella prossima stagione. La Scuderia necessita di due piloti che vadano a punti ad ogni gran premio e che facciano squadra. Non sono ammessi più errori, Vettel ha bisogno di buoni risultati per ritrovare la fiducia in se stesso.  Quello che accadrà da Singapore in poi sarà determinante. Se i risultati non arriveranno la spirale negativa che si è generata finirà per inghiottirlo.

Fonte: l'autore Francesca Manes

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