La prima di Leclerc in Ferrari in uno sport che ancora oggi fa paura

Charles Leclerc su Ferrari vince il Gran Premio del Belgio a Spa, in una domenica triste per la scomparsa di Anthoine Hubert.

di Marco Coricelli
Marco Coricelli
(6 articoli pubblicati)
Charles Leclerc

E’ stato un Gran Premio molto tirato quello che si è disputato Domenica scorsa sul circuito delle Ardenne in Belgio. Alla fine a trionfare è stata la Ferrari di Charles Leclerc, alla sua prima vittoria in carriera. Con questo risultato Leclerc a 21 anni è il più giovane pilota della scuderia di Maranello a vincere un GP. La gara di Charles è stata impeccabile, tutto il weekend a dire il vero. Nonostante la giovane età ha dimostrato grande freddezza e lucidità, soprattutto nella gestione delle gomme. Infatti su una pista favorevole alla Rossa, la Mercedes si è dimostrata molto competitiva e molto più gentile con le mescole. Hamilton infatti non ha mollato un centimetro, arrivando sul traguardo attaccato ai tubi di scarico della Ferrari di Leclerc. Vittoria avvenuta anche grazie al sacrificio di Sebastian Vettel che ha anticipato la sosta rispetto a tutti e ha lasciato passare al 27esimo giro il compagno di squadra.

Per quanto riguarda la gara degli altri vanno annotate la splendida rimonta di Alborn (che ha sostituito Gasly in RedBull) dal 17esimo al 5° posto, e la grande corsa di Norris su Mclaren, terminata a pochi km dal traguardo, per un problema di affidabilità mentre era .

In generale è stato un gran premio carico di emozioni, ma la prima vittoria di Leclerc certo ce la ricorderemo anche per il bruttissimo incidente di sabato in Formula 2, dove ha perso la vita il giovane Anthoine Hubert. Il pilota francese dopo esser andato a sbattere contro le barriere di protezione all’Eau Rouge, è stato centrato in pieno da un'altra auto in piena velocità. La dinamica dell’incidente riporta alla mente il terribile scontro in Formula Cart del 2001 che ha cambiato per sempre la vita del nostro Alex Zanardi.

E allora potremmo star qui a celebrare Charles, a parlare di tecnica, del motivo per cui la pole di Leclerc di sabato è stata più lenta di 1 sec rispetto a quella dell’anno passato, ma la verità è che la morte di Hubert ci fa ancora riflettere sulla sicurezza di questo sport.

Negli anni si sono fatti passi da gigante, ricordando come nel passato quando un pilota scendeva in pista non sapeva se sarebbe tornato a casa con le proprie gambe. Poi c’è stata Imola 1994 con le morti di Senna e Ratzenberger, e tutto è cambiato. Oggi le categorie Formula sono più sicure. Certo si può sempre migliorare, cambiare le vie di fuga, aggiungere Halo e altri dispositivi per la sicurezza, ma è praticamente impossibile portare il fattore rischio a 0.

Correre in un circuito significa accettare quel rischio, anche minimo, perché comunque parliamo di uno sport sempre pericoloso. Ma un pilota ha le corse nelle vene e probabilmente nella vita non vorrebbe far altro se non correre.

E allora siamo convinti che Hubert ci abbia lasciato facendo la cosa che amava di più al mondo.

Ciao Anthoine, ora lassù potrai andare a sfidare le leggende di questo sport.

Fonte: l'autore Marco Coricelli

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