La nostalgia canaglia di quel brasiliano a Montecarlo

Scrivi Montecarlo e pensi al Re, Ayrton Senna e il suo record immortale sulla pista monegasca

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(60 articoli pubblicati)
Senna e Montecarlo

Il vestito calza a pennello. Non è per tutti, anzi, quasi per nessuno, ma solo per lui, solo per quel casco giallo che è pronto a far innamorare Montecarlo. Appena uno vede il circuito più complicato della Formula Uno ha un sussulto, un ricordo, un emozione, quasi sempre legate ad Ayrton Senna.

Poteva vincere ben 8 volte sul Principato, si è limitato a 6 con una lezione, anno 1988, che lo rende perfetto da quel momento in poi. 3 giugno 1984, sesta gara del campionato dove vede l'esordio di Senna. Piove a Montecarlo, è ancora una piazza in cui i tifosi capiscono poco di motori, è più luogo di favole, di principi e principesse e un timido giovanotto con la Toleman è al primo assaggio di quell'asfalto.

Parte tredicesimo con una macchina lontana dall'esser fenomenale, ma all'interno ha un cuore pazzesco, quello di Ayrton. Rosberg, Arnoux, Lauda vengono infilati da quella vettura numero 19, il mirino si punta su lui, Alain Prost, quasi a presagio di una storia che sarà unica tra i due. Lo spettacolo è unico, Senna vola mentre gli altri annaspano, circuito ideale per un pilota unico e poi, sopratutto, nella pioggia è il solo a far la differenza.

Nostalgia canaglia.

Prost capisce l'imminente pericolo e chiede a Jackie Ickx lo stop alla gara e viene accontentato proprio mentre Senna lo supera. E'nata una stella. Ma per la vittoria a Monaco Ayrton dovrà attendere. Arriva il 1987, Senna doma una Lotus tutta gialla che approfitta dello stop di Mansell per portarsi a casa il primo trionfo sul Principato, in attesa della nuova stagione, quando sarà pilota McLaren. Il giovane rampollo contro il professore. Quale miglior occasione per dimostrare chi è il numero uno tra un guard rail e l'altro di Montecarlo?

La pole è devastante, Ayrton dice di aver visto come fare il giro perfetto, qualcosa di mistico, entra in macchina e lo fa, rifilando ben 1"4 al compagno Prost. In gara è una furia, non si limita a dominare, Senna vuole umiliare Prost doppiandolo, ma al Portier ha una distrazione e va a sbattere, tornando poi a piedi nel suo appartamento monegasco e piangendo per ore.

Quella lezione è la vita, dopo quell'errore Ayrton a Montecarlo non sbaglierà più.

Nel 1989 arrivano pole e vittoria contro Prost, cosa che replica anche nel 1990 aggiungendo una festa nel gp con Alesi e Berger, dominio iniziato e proseguito anche nel 1992 quando Mansell le prova tutte ma non riesce a passare Senna, e poi nel 93, quando col sesto sigillo firma il record di vittorie, in una gara che vede Prost che anticipa il via, Schumacher che vola in testa e rompe il motore e quindi lui, il casco giallo, un sorriso grande quanto il cielo, e la vittoria. Senna vola proprio in quel cielo che ora ha accolto anche Lauda nella gara di San Marino, guardando da lassù la successiva gara del 1994, proprio a Montecarlo. La sua Montecarlo.

Senna e Montecarlo
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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2 COMMENTI

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  1. Pupipark - 4 mesi

    Consiglio la Mostra immersiva su Ayrton Senna all’autodromo di Imola. C’è proprio il racconto dei gran premi che vinceva sotto l’acqua… Meraviglioso Ayrton!

    1. FrancescoFiori - 4 mesi

      Ottima notizia!

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