La F1 che verrà: sei sfidanti per King Lewis

A un mese esatto dal primo giovedì australiano, la stagione 2018 si preannuncia già come la più combattuta dell'ultimo decennio

di Rico Fanti
Rico Fanti
(8 articoli pubblicati)
F1 Grand Prix of Belgium - Qualifying

Giorni di presentazioni. Chi attraverso il proprio canale tematico, chi organizzando l'evento con media e televisioni. Il valzer delle strategie è già cominciato, e non potrebbe essere altrimenti se davanti vedi avvicinarsi l'inizio di una nuova stagione. L'inverno dei motori è passato in maniera veloce e frenetica, coi piloti prima in vacanza nelle mete più disparate e poi impegnati in palestra per la preparazione atletica. In mezzo, il protagonista indiscusso è stato Halo. Il nuovo sistema di protezione ideato per la testa del pilota ha infatti creato più di qualche perplessità attorno a sé: il partito romantico lo considera un oltraggio alla tradizione, quello futurista lo ritiene imprescindibile di fronte a macchine così evolute. Sicuramente richiederà tempo per essere metabolizzato, ma sulla sicurezza - la FIA lo sa bene dopo i casi Massa e Bianchi - non si poteva più rimandare. Con buona pace dell'estetica.

Giorni di presentazioni, dicevamo. Hass e Williams hanno alzato per prime la serranda del garage, seguite da Alfa-Romeo Sauber e Renault. Fra queste spicca sicuramente il ritorno del Biscione italiano in partership con la casa svizzera, ma anche i tori della Reb-Bull non sono stati a guardare: nonostante un filming-day bagnato, a Silverstone hanno sfoderato una livrea estremamente futurista ma apprezzatissima. E in attesa del duo Ferrari-Mercedes, qualcuno ha già provato ad analizzare l'aerodinamica di queste astronavi moderne (si pensa possano abbassare ulteriormente i record già frantumati nella scorsa stagione) rimanendo però deluso: la maggior parte dei team infatti, aspetterà i test di Barcellona della prossima settimana per mostrare le prime novità e svelare i risultati tanto attesi in fabbrica. Soltanto pochi giorni per vedere i primi riscontri dopo tre mesi di lavoro.

A trenta giorni dal primo semaforo verde australiano, i veri protagonisti sono però già gli uomini. O astronauti, se si vuole proseguire il concetto presentato in precedenza e relativo alle macchine che si ritroveranno fra le mani. Ci eravamo lasciati con Hamilton che, nel deserto di Yas-Marina, agganciava Vettel a quota 4 mondiali e lo ringraziava - nemmeno troppo implicitamente - per il blackout della rossa nella tragica trasferta asiatica di ottobre. Il duello ricomincerà da lì, entrambi con l'obiettivo di inseguire quel quinto titolo che soltanto Fangio e Schumacher hanno raggiunto. Una lotta che si preannuncia epica anche alla luce di quanto fatto vedere nel 2017. Il ruota a ruota di Barcellona, l'intensa e incredibile rissa di Baku, la lotta a colpi di record giro dopo giro in ogni gara. Qualcuno l'ha già battezzata "la sfida delle sfide" e a guardare i numeri è difficile non immaginarsela come tale.

Lewis e Sebastian sono stati i dominatori indiscussi degli ultimi dieci anni, ma come tutte le dittature sportive c'è sempre qualcuno pronto a interromperle e sovvertirle. Il primo in ordine anagrafico è sicuramente Verstappen, debuttante a 17 anni e in grado oggi di spaccare in due il circus per la sua sfrontata voglia di emergere. Riuscirà a diventare il più giovane campione del mondo nella storia della F1? Al netto di una domanda forse troppo prematura, una cosa è sicura: se avrà una macchina competitiva, l'olandese sarà della partita. Nemmeno troppo da terzo in comodo. E gli altri, che ruolo avranno in questa contesa? Si dimostreranno fedeli scudieri oppure culleranno sogni di gloria come i rispettivi caposquadra? Alla luce di quanto mostrato fino allo scorso novembre, la prima ipotesi potrebbe andare per la maggiore. Ma guai a sottovalutare la fredda tenacia di Raikkonen - ultimo iridato a Maranello al suo ultimo anno in rosso - o l'irruenza del canguro Ricciardo, per niente propenso a consegnare le chiavi del box a baby Max. I due veri outsider saranno però Alonso e Bottas, col primo atteso a una risposta dopo anni di retrovie forzate dall'inaffidabile motore Honda e il secondo voglioso di dimostrarsi all'altezza di un top team.

Fonte: l'autore Rico Fanti

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