Il mito compie 50 anni: auguri Schumi. E quella mattina a Maranello….

Compie mezzo secolo il campionissimo tedesco, uno degli sportivi più amati. In F1 nessuno come lui

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(51 articoli pubblicati)
FORMEL 1 GP VON JAPAN 2000

Sono passati già cinque anni da quella maledetta mattina sulle nevi di Maribel, Alpi francesi. Una sciata fuori pista come tante altre, poi la caduta e quella roccia sulla quale batte violentemente la testa. Nonostante il casco, un trauma cranico gravissimo ed un'operazione neurochirurgica d'urgenza. Da allora nessuno ha mai saputo con certezza quali siano le reali condizioni di Schumacher, sulle quali sin da subito la famiglia ha calato il massimo riserbo. Sicuramente però, gli arriveranno gli auguri affettuosi per il suo 50° compleanno da parte dei milioni di fans e appassionati di tutto il mondo, e certamente, anche se non lo vedremo mai, ci regalerà un sorriso compiaciuto e commosso da tanto affetto.

Se chiudo gli occhi e ripenso a quegli straordinari anni in Ferrari la mente mi porta subito a quella Domenica d'inizio autunno, a quell'8 Ottobre del 2000 passata a Maranello insieme a migliaia di altri tifosi provenienti da tutta Italia e non solo, che già dalla notte avevano iniziato a popolare le strade del piccolo paese emiliano. Tutti noi avevamo un appuntamento con la storia, rivedere dopo 21 anni la Ferrari vincere un mondiale piloti. Il cielo era grigio quella mattina, e c'era una leggera pioggerellina, di quelle che non ti fanno aprire l'ombrello perché pensi siano solo due gocce, ed invece dopo pochi minuti ti ritrovi bagnatissimo se non lo usi. Tutti aspettavamo, davanti al maxi-schermo allestito per l'occasione, che scoccasse la fatidica ora. Alle 7,30 il via al GP del Giappone. Sulla pista di Suzuka andava in scena il penultimo atto di quel serratissimo mondiale lottato punto a punto. A contendere il titolo iridato al tedesco il rivale di sempre, il finlandese Mika Hakkinen sulla McLaren Mercedes, campione del mondo in carica. Con una vittoria il ferrarista sarebbe stato campione. La gara comincia nel peggiore dei modi, con il finlandese che al via supera il tedesco e si porta in testa. Il momento chiave al 40 giro, con Schumacher che dopo il suo pit stop si ritrova davanti ad Hakkinen e va a vincere la gara e il titolo mondiale. In piazza è il tripudio, le campane che suonano a festa, e la mia bandiera comprata il mese prima al GP di Monza che si confonde in mezzo a tantissime altre, in un trionfo di colori, dove il rosso Ferrari predomina. 

Michael  Schumacher vincerà anche i successivi quattro titoli mondiali con la scuderia di Maranello, e tutt'ora con i suoi 7 titoli in bacheca (oltre ai 5 con la Ferrari vanno aggiunti i 2 vinti con la Benetton) è il pilota più vincente della formula 1.  Eppure i primi anni in rosso non furono facili. Fu ingaggiato da Luca Di Montezemolo nel 1996. Arrivò in Ferrari da campione del mondo, e con già due titoli mondiali in bacheca. Erano anni bui per la scuderia del cavallino e per la Ferrari in generale. Il clima non era di quelli ottimali, il divario con le scuderie inglesi sembrava incolmabile. Ed invece, anno dopo anno, Schumacher e la Ferrari costruirono un binomio perfetto e gettarono le basi per quei 5 anni di dominio assoluto a cavallo tra il 2000 e il 2004. La sua carriera di pilota si concluse nel 2006, e da allora la Ferrari, riuscirà a vincere un solo titolo piloti con Kimi Raikkonen nel 2007.

Pilota dotato di un talento eccezionale nel portare al limite la propria vettura, capace come nessuno di guidare per alcuni stint di gara con un ritmo da qualifica, insostenibile per tutti i suoi avversari, ma anche in possesso di grandi doti di collaudatore che permettevano di far crescere le proprie auto.  Anche un altro mito come Ayrton Senna si accorse presto dell'irriverenza di questo giovane tedesco. E tra i due furono scintille sin da subito, sino ad arrivare quasi alla rissa dopo una sessione di test in Germania. Una rivalità solo sfiorata purtroppo. Chissà quanto spettacolo avremmo visto se il fato non ci avesse portato via Senna in quel maledetto incidente ad Imola nel 1994. Avremmo sicuramente scritto le pagine più epiche nella storia della F1.

Italian F1 Grand Prix - Previews
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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