Formula 1: effetto Monaco per le due Red Bull

Più che la potenza del motore conta la coppia a Montecarlo

di Piero Tansini
Piero Tansini
(248 articoli pubblicati)
Grand Prix of Monaco

In un circuito prettamente cittadino come lo è Montecarlo a primeggiare nelle libere sono le due Red Bull. Essendo la velocità media abbastanza bassa rispetto ad altri circuiti permanenti in quello Monegasco conta poco l'efficienza aerodinamica e la potenza del motore ma conta l'assetto e il telaio. Altro fattore importante è l'affidabilità dato che vengono sottoposti a maggior stress gli organi meccanici.

Essendo il motore Renault meno potente che gli altri ma con una buona coppia nelle libere hanno occupato i primi due posti i piloti della Red Bull Daniel Ricciardo Max Verstappen. Il secondo si è anche reso protagonista di una manovra pericolosa con tanto di retromarcia per tornare in pista dopo una divagazione. Mentre la F.I.A. punisce con 100 € di multa Sebastian Vettel per avere superato di un Km il limite di velocità in pit lane grazia il giovane monello Max. 

E' ovvio che questo comportamento merita riflessione perché il giovane rampollo di casa Verstappen si è reso protagonista varie volte di episodi al limite od oltre il regolamento e lasciarlo sempre fare può portarlo a credere di essere un protetto della F.I.A. e quindi permettersi di fare tutto quel che vuole col rischio che prima o poi si faccia veramente male o lo faccia ad altri coinvolgendoli nelle sue cacchiate in pista.

Ricordo che un giovane Michael Schumacher anch'egli esuberante ad inizio carriera si era permesso di fare uno sgarbo in pista ad Ayrton Senna e questo una volta rientrato al box e cambiatosi prese in disparte il giovane Tedesco e allontanando i giornalisti lo redarguì  tanto chiaramente. Questo per dire che erano altri tempi dove i giovani piloti venivano richiamati se commettevano scorrettezze nei confronti dei piloti Senatori.

Tornando al circuito occorre avere una macchina anche affidabile ma soprattutto cercare di partire più avanti possibile perché data la strettezza del circuito è facile toccarsi in partenza. Chi parte avanti può difendere la sua posizione meglio che in altri circuiti. Speriamo solo che non venga la pioggia che rende più viscido e pericoloso il manto stradale.

Fonte: l'autore Piero Tansini

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