Ferrari rosso vergogna, Lewis un gigante: vince e allunga in classifica

Troppe ingenuità in casa Ferrari: Hamilton è un cane arrabbiato fin dal via, induce all'errore Vettel, e nel finale sorpassa Raikkonen

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(76 articoli pubblicati)
F1 Grand Prix of Italy - Qualifying

Le facce di fine gara ai box della Ferrari, dicono molto di più di quello che la classifica dice. Inutile nascondersi, se non è un disfatta, poco ci manca.

Trenta punti tra Hamilton e Vettel sono una differenza enorme, a sette gare dalla fine, e nonostante si tenti di minimizzare, dicendo che in fondo sono i punti di una vittoria, chi lo dice mente sapendo di mentire. I punti, oltre ad avere un peso oggettivo, ne hanno uno psicologico, e questa è una vera mazzata nei denti. E' stato come organizzare una serata di gala a casa propria, e non essere l'ospite d'onore.

Ben altre, infatti, erano le premesse del Gran premio d'Italia a Monza, con le due Ferrari in prima fila, che sembravano nettamente più veloci delle Mercedes. In realtà la differenza in gara c'era, ma non era così evidente, soprattutto su Hamilton, e comunque in Ferrari ancora una volta pasticci in pista, e ai box, compromettono un risultato che sembrava alla portata. A questo si unisce una dimostrazione di forza impressionante di Hamilton, che ha caricato a testa bassa le Rosse fin dall'inizio, sorpassando al primo giro Vettel (che poteva avere molto più giudizio, invece di resistere a tutti i costi e andare in testa coda), e non dando mai un attimo di respiro a Raikkonen.

Il finlandese, è l'unico incolpevole della giornata, dalle parti di Maranello. Finchè le gomme glielo hanno consentito, ha guidato a lungo la gara, e nonostante il forcing continuo dell'inglese, non ha mai avuto una sbavatura. Purtroppo per lui, al suo box hanno abboccato come dei dilettanti al finto cambio gomme della Mercedes, con i meccanici che invece rientrano, mentre alla Ferrari richiamavano ai box Raikkonen, che di fatto così perde la gara.

A dieci giri dalla fine Hamilton lo sorpassa, e prende il largo. Da quel momento il finlandese pensa solo a portare la nave in porto, attraccando in una amara seconda piazza. C'è stata qualche recriminazione in Ferrari, perché prima del cambio gomme, Bottas ha evidentemente rallentato Raikkonen, ma in tutta onestà non ci sono state manovre scorrette da parte del pilota Mercedes, sicuramente ha alzato il piede dal gas, ma Monza è una pista dove si può sorpassare, e se sei più veloce, prima o poi hai la meglio su chi ti precede.

Veniamo alla nota più dolente per i Ferrasti: Sebastian Vettel. L'avevo appena definito un ragionatore, solo pochi giorni fa, mi ha smentito subito alla prima occasione. C'era tutto da perdere, nell'accettare la sfida che Hamilton gli ha lanciato sin dai primi metri della gara. Aveva tutto il gran premio davanti a sé, era consapevole di avere la macchina più veloce in questo week end, e sopravanzare nuovamente "The Hammer" era non solo possibile, ma probabile, nel proseguo della gara. Invece abbocca all'amo dell'inglese, i due si toccano, e ha la peggio il tedesco, che si gira, e danneggia il muso. Riparte naturalmente dal fondo del gruppo, dopo la obbligata sosta ai box, e rimonta fino a un quarto posto, che in altro gran premio definiremmo una straordinaria rimonta, ma non oggi.

In conclusione, non tutto è perduto, ma mi spingo a dire, quasi. Soprattutto se si commettono ingenuità, in pista e ai box, che non sono né da grande squadra, né da grandi piloti. Certo, al lato pratico, un ritiro di Hamilton e una vittoria di Vettel, riaprirebbero completamente i giochi, ma questo vuol dire che il tuo destino non dipende completamente da te, e questa è una condizione di grande svantaggio.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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