Ferrari, la rabbia e l’orgoglio

Un magistrale Kimi Raikkonen ritorna sul gradino più alto del podio cinque anni dopo l’ultima volta

di Amedeo Barbagallo
Amedeo Barbagallo
(8 articoli pubblicati)
Raikkonen esulta dopo il mondiale

Il Gran Premio degli Stati Uniti ci ha consegnato la gara più bella della stagione, piena di colpi di scena ed emozionante fino all’ultima curva. Una gara dove è stato fondamentale il talento del singolo, a discapito delle strategie dai box. 

Al via Kimi Raikkonen è stato fenomenale. Dopo uno scatto migliore di quello di Lewis Hamilton, il finlandese è riuscito a bloccare un duro tentativo di chiusura da parte del pilota Mercedes, portandosi in prima posizione. Subito dopo Sebastian Vettel finisce in testacoda, a causa di un contatto avuto in un tentativo di sorpasso ai danni di Daniel Ricciardo. Pochi giri dopo però le telecamere inquadrano il pilota australiano scendere dalla sua monoposto. Arriva così l’ennesimo ritiro per il pilota della Red Bull, perseguitato dalla sfortuna dopo la vittoria di Montecarlo. 

La vettura parcheggiata a bordo pista rende inevitabile l’entrata in azione della virtual safety car. La Mercedes sfrutta questo momento, richiamando Lewis Hamilton ai box. Si tratta dell’undicesimo giro, un po’ troppo presto per una giornata dalle alte temperature. Rientrato in pista Hamilton spinge il pedale al massimo, portandosi in testa a seguito delle soste degli altri piloti. Improvvisamente il blistering si presenta sulle gomme posteriori della Mercedes numero 44, rendendo inevitabile una seconda sosta al trentottesimo giro.

Rientrato alle spalle di Bottas, che viene superato facilmente, il campione del mondo si mette all’inseguimento di Verstappen e di Raikkonen, leader della gara. A causa dell’alto consumo delle gomme nessuno ha più la forza di attaccare, ma Hamilton al penultimo giro tenta l’assalto al secondo posto, ingaggiando una bellissima lotta contro il pilota olandese, che però porta ad un nulla di fatto. Nel frattempo Vettel riesce a superare Bottas, rinviando in Messico il discorso mondiale. A Hamilton basterà il settimo posto per la vittoria del suo titolo quinto titolo.

La gara finisce nel migliore dei modi per Kimi Raikkonen, che ritorna alla vittoria dopo un digiuno durato ben 113 gran premi, nel giorno del decimo anniversario della conquista del primo e unico titolo mondiale. Si tratta di un commiato perfetto, che arriva nella quartultima gara da pilota Ferrari. Un sussulto d’orgoglio per lui e per la scuderia di Maranello, che ha da recriminare per gli errori di Vettel. Il 2019 dovrà essere l’anno della svolta, per il pilota tedesco sbagliare non sarà più possibile.

Fonte: l'autore Amedeo Barbagallo

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