Ferrari, di nuovo punto e a capo!

L'ennesima stagione fallimentare ha i suoi perché

di Marco Oleotto
Marco Oleotto
(1 articoli pubblicati)
Maurizio Arrivabene

Egregio Dott. Arrivabene,

Le scrivo da appassionato ferrarista e di tutta la Formula 1, sport che amo e seguo sin dai primi anni '80 quando in Ferrari correvano i vari Tambay ed Arnoux e pur non essendo uno strettamente addetto ai lavori, di Formula 1 ne ho masticato e ne mastico tuttora.

Non è nel mio stile fare commenti ad alta voce né tantomeno esprimere pubblicamente pensieri ed opinioni su fatti e persone, ma mi consenta dopo l’ennesima bruciante amara sconfitta e stagione gettata alle ortiche, di esprimere da tifoso ferrarista tutto il mio feroce disappunto per come squadra e piloti hanno gestito l’intera stagione consegnando ai rivali di sempre una volta in più titoli ed onori.

Il campionato non è certo finito, ma 40 punti di svantaggio a 6 gare dal termine rappresentano di certo un solco difficile da colmare se non impossibile e la vittoria mondiale Ferrari sarebbe certamente un colpo di scena degno dei più famosi finali di Hitchcock.

Tutto fa pensare invece che la Ferrari si avvii a perdere un campionato a detta di molti con la macchina migliore e per colpa di squadra e piloti dimostratisi anche in questa stagione non all’altezza, incappando in ripetuti errori umani, tecnici e strategici degni del più ultimo dei dilettanti.

La Mercedes ha inflitto ancora una volta una lezione di stile, umiltà, professionalità e competitività dura da digerire anche per il ferrarista più incallito e che rimarrà amaramente nella mente di tutti noi appassionati ferraristi (e non) per lunghi anni a venire.

Sebastian Vettel, pilota di cui ero grande estimatore, ha dimostrato una fragilità psicologica ed emotiva a dir poco imbarazzante, compromettendo in poche gare tutto quanto fatto di buono nella prima parte della stagione.

Si certo si parla comunque di un quattro volte campione del mondo (non si possono  negare i fatti), ma risultati alla mano e dopo la gloriosa parentesi alla Red Bull, il buon Sebastian sembra aver perso il bandolo della matassa dimostrando ahimè di essere ben lontano da un Lewis Hamilton sempre più forte e maturo e che ha confermato invece anche quest’ anno di essere un autentico fuoriclasse del volante ed uno dei migliori piloti nella storia di questo sport. Chapeau.

Giudicare è sicuramente facile ma è altrettanto vero che in Ferrari, molto più che in altre scuderie del mondiale, lavorano persone e professionisti di indubbia esperienza e capacità, ben retribuiti per il ruolo che hanno e per i risultati che dovrebbero portare (e non portano) alla causa di Maranello.

Ora come da uso e costume italiano si cercheranno scuse e capri espiatori dove invece i veri colpevoli sono proprio loro, squadra e Team Principal, che hanno chiaramente fallito per l'ennesimo anno il dichiarato obiettivo di riportare la Ferrari sul tetto del mondo manifestando profondi limiti ed inadeguatezza.

La vera domanda che ci poniamo a questo punto è: cosa sarà della Ferrari presente e futura ?

In qualsiasi azienda moderna e ben pensante a farne per primo le spese sarebbe proprio Lei Dott. Arrivabene, stimato manager di successo ma di dubbia capacità nella gestione di mezzi e risorse umane di un Team di Formula 1 come la Ferrari. 

Ma invece di darle il ben servito, in Ferrari a quanto pare hanno preso anche per il prossimo anno e per quelli a venire ben altre decisioni, che vanno verso la Sua riconferma e di chi da anni ha fallito prima di tutti gli altri. Che tristezza.

Le ricordo Maurizio che “chi parcheggia a destra” ed “assume maggiordomi” si appresta a vincere per il quinto anno consecutivo i titoli piloti e costruttori, cosa riuscita in passato solo alla Ferrari ai tempi di Todt e Schumacher.

La dura realtà caro Arrivabene è purtroppo questa, tutto il resto come ama dire anche Lei “sono chiacchiere da bar”.

Fonte: l'autore Marco Oleotto

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