Ferrari 2018 ad un bivio in Formula 1?

Una stagione fallimentare dopo un 2017 così così potrebbe essere determinate per il futuro della scuderia

di Piero Tansini
Piero Tansini
(248 articoli pubblicati)
Che crash a Singapore

Il 2017 può essere considerato  per la Scuderia Ferrari un anno decisivo nella prima parte di stagione mentre nella seconda si è commesso qualche errore di troppo sia da parte di Sebastian Vettel che del team. Basta rivedere le immagini della partenza di Singapore o la vittoria di Melbourne per capire quel che ho scritto in questo articolo di fine stagione 2017.

Certo rispetto al 2016 è andata meglio. Il 2016 si era concluso senza vittorie mentre il 2017 ha portato 5 vittorie a Sebastian Vettel. Da recriminare a volte il rendimento altalenante di Raikkonen che si è rilevato determinante nella Coppa Costruttori a cui ambisce maggiormente la Scuderia Ferrari. Novità è stato vedere anche  alla guida della Ferrari SF70-H un Italiano dopo anni di assenza. Parlo di Antonio Giovinazzi terzo pilota del team.

Nel 2018 parola d'ordine che circola in Gestione Sportiva a Maranello è di vincere due titoli iridati Costruttori e piloti e si sta lavorando alacremente per raggiungere questi due importanti obiettivi che richiede il Presidente Sergio Marchionne e ,naturalmente, il popolo Ferrarista.

Occorre puntare ad un compromesso tecnico che dia spazio alle prestazioni del motore prossimo ai fatidici 1000 cavalli vapore ma occorre anche prendere in considerazione l'affidabilità. Fare pole position a catena per poi ritirarsi a metà gara non serve. Le gare si vincono alla fine e non all'inizio e questo lo devono capire anche i piloti evitando figuracce come quella di Singapore.

Aspettarsi un aiuto dalle nuove Alfa Romeo Sauber è estremamente difficile dopo il Campionato 2017 poco competitivo per il team Elvetico in cui è entrata per un rilancio d'immagine voluto da Marchionne l'Alfa Romeo. Il nome è altisonante ma manca dalle competizioni di Formula 1 da oltre 30 anni e quindi il suo ufficio tecnico dovrà fare gavetta e seguire i consigli del più esperto ufficio tecnico di Maranello.

Se la stagione 2018 non rispetterà le aspettative del Management di Maranello e Torino potrebbero esserci risvolti non positivi per il 2019 con le minacce di abbandono dalla Formula 1 per quanto riguarda la Scuderia Ferrari lanciate dal presidente Marchione che potrebbero venire anticipate di un anno e cioè nel 2019 e non 2020 anche se in Liberty Ross Brawn farà di tutto perchè ciò non avvenga.

Parlato del team parliamo dei piloti. Kimi Raikkonen potrebbe correre ancor un anno e appendere il casco al chiodo a fine 2018. Sebastian Vettel  se vince credo vorrà difendere il titolo e rispettare il contratto con Maranello che scade a fine 2020. Quindi niente Mercedes AMG nel 2019. Se perde sarà difficile che rimanga e andrà alla Mercedes che vorrà fare con lui quello che non le è riuscito fare con Michael Schumacher.

Obiettivo della Mercedes è quello di vincere il titolo con un pilota Tedesco e forse per questo Lewis Hamilton si sta già guardando attorno facendo l'occhiolino anche alla Scuderia Ferrari. Certo nel 2016 lo ha vinto con Nico Rosberg ma pur con passaporto Tedesco avendo il padre Finlandese non lo era al 100%. Poi a Stoccarda saranno certo stati molto rabbuiati quando Nico si era ritirato a fine Campionato costringendoli a correre ai ripari ingaggiando Vallteri Bottas che però non ha sfigurato alla guida della Mercedes. Rebus su rebus aspettiamo il 22 febbraio 2018 con la presentazione della nuova Ferrari e poi i test a Barcellona che partiranno dal 26 febbraio 2018 e dureranno una settimana o più.

Fonte: l'autore Piero Tansini

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