F1: il controbreak di Hamilton fa malissimo

Nonostante il colpo subito a Silverstone, l'inglese ha reagito ed è tornato al comando del Mondiale. Per Vettel sarà dura riprendersi.

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(116 articoli pubblicati)
66 in carriera 4 in stagione

Un colpo che rischia di essere decisivo. In un mondiale di F1 giocato come fosse un set tennistico, l’errore di Sebastian Vettel è paragonabile a un doppio fallo in un game di servizio subito dopo aver strappato la battuta al rivale. Hamilton al contrario è riuscito a fare il break in un game che aveva iniziato sparando la pallina due volte oltre la linea di fondo campo, considerando i problemi che aveva causato allo sterzo della sua monoposto dopo il passaggio brusco sui cordoli sabato pomeriggio e per i quali è partito quattordicesimo. L’inglese però ha avuto il merito di essere rimasto in vita in questa sorta di game tennistico buttato via dall'avversario, grazie alla rimonta dal quattordicesimo posto e alla freddezza nel momento più difficile della gara, quello con la pioggia. Certo, Hamilton ha avuto la fortuna di avere il maltempo nel momento e con l’intensità giusta (le gomme ultrasoft con pista bagnata in alcuni punti ma asciutta su altri erano l’ideale), ma non ha commesso sbagli, cosa che Vettel ha fatto. L’errore del tedesco, anche con le attenuanti degli pneumatici più stressati e dell’ala danneggiata per un contatto col cordolo, è difficile da scusare, soprattutto in un momento così decisivo.

Spesso la F1 è come una partita di tennis: non conta sbagliare di più, ma conta sbagliare nel momento più decisivo. Hamilton nel corso del weekend aveva commesso più errori, ma domenica è stato perfetto, mentre Vettel ha pagato a caro prezzo l’unica incertezza, nel momento meno indicato. Finché Lewis, sia per fortuna che per bravura (quale delle due cose sia più grossa è davvero difficile dirlo), riuscirà a riscattare i suoi errori (e quelli del suo team) meglio degli altri non avrà problemi a restare sul trono del Campionato.  E per Vettel e la Ferrari riprendersi da questo disastroso gran premio sarà più dura per il cambio dei vertici dell’azienda: avere uno come Marchionne a spronare l’ambiente sarebbe stato importante, non averlo renderà tutto più difficile.

Infine, è da sottolineare un fatto singolare: Hamilton ha tagliato la curva finale per non rientrare al box, una mossa che sul momento non è stata giudicata irregolare poiché Charlie Whiting, sabato mattina, non aveva dato disposizioni severe in tal caso. Eppure, nonostante la manovra sia avvenuta sotto Safety Car, l’inglese poteva causare problemi in pista, mentre altre circostanze meno rischiose si erano concluse con penalità (Massa in Brasile nel 2013, Raikkonen a Baku nel 2016). Una regola che va rivista senza dubbio.

Fonte: l'autore Edoardo Gori

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