F1 Gp Cina, Vettel ha fatto bene ad accettare le scuse di Verstappen

A fine gara niente duro confronto tra Seb e Verstappen. I due si sono spiegati, niente frecciate come nelle passate stagioni

di Mattia D'ottavio
Mattia D'ottavio
(2 articoli pubblicati)
Vettel China F1 Grand Prix

F1 Gp Cina, nonostante la strepitosa pole di sabato, ieri Vettel si è dovuto accontentare dell'ottavo posto, maturato soprattutto a causa del testa-coda dopo il contatto con Verstappen, che ha rovinato la monoposto di Seb che non è riuscito nemmeno a recuperare la sesta piazza di Hulkenberg, anzi nel finale è stato superato da Alonso ed insidiato anche da Sainz. Chi si aspettava dichiarazioni al veleno da parte di Vettel contro l'olandese della Red Bull è rimasto sorpreso. «Le gare sono così, sono cose che succedono, è stato negativo per entrambi. Non c'è molto da aggiungere». Spiegando i danni subiti dalla propria Ferrari e aggiungendo come alla fine l'importante sia stato almeno raggiungere la bandiera a scacchi racimolando 4 punti per la corsa al titolo, Vettel ha poi concluso: «Credo abbia capito di aver sbagliato. Ho apprezzato il fatto che sia venuto da me subito perché questo è il modo di risolvere casi simili, faccia a faccia».

Una netta inversione di rotta rispetto all'infuocato finale del Gp messicano del 2016 con tanto di team radio contro Charlie Whiting, o comunque rispetto a tanti altri post-gara dove Vettel di certo non le ha mandate a dire a Verstappen. Un importante passo in avanti, il campionato è lungo ed è inutile alzare i toni verso un pilota che ha sbagliato e sbaglierà, ma almeno ieri, forse anche grazie alle parole di Seb, sembra aver imparato la lezione. « Avrei potuto aspettare un pochino di più, chiaramente dopo è facile dirlo, ho bloccato le posteriori ma non volevo colpirlo. Ho già chiesto scusa a Seb ma purtroppo non posso cambiare la situazione» ha detto Max. Molto diverse rispetto alle dichiarazioni spesso arroganti, provocatorie, dietro le quali Versappen si nascondeva e non ammetteva le proprie responsabilità per i suoi errori, soprattutto al via (Gp del Belgio del 2016, Ungheria e Singapore l'anno scorso), dove puntualmente ritarda la frenata e centra un avversario. Seppellita l'ascia di guerra speriamo soltanto che nei prossimi Gp si parli esclusivamente di sorpassi puliti e spettacolari (guardare ieri Ricciardo) e non di manovre avventate e successive dichiarazioni al veleno.

Fonte: l'autore Mattia D'ottavio

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